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Varese - A Fedexport,convention
nazionale dei consorzi import-export, molti dati
sull'andamento del settore. E una presenza importante di
Provex
L'export dà i numeri
(29 settembre 2004) Le
esportazioni varesine dei primi sei mesi del 2004 tengono: +2,4%
rispetto al 2003. Il ritmo di crescita delle esportazioni rispetto
al primo semestre dello scorso anno è in lieve rallentamento, ma le
partite correnti continuano a mantenere un saldo positivo. Le
imprese varesine continuano ad esportare dunque, più di quanto
importino.
Ma come fanno queste aziende a portare il made in Italy in tutto il
mondo? Come fanno a superare i limiti della piccola dimensione, a
reagire all’instabilità politica internazionale, a sconfiggere la
burocrazia, a valicare i tanti vincoli connessi al superamento dei
piccoli confini provinciali e nazionali? Perché, evidentemente,
sanno lavorare bene, hanno prodotti di qualità e un’assistenza
post-vendita adeguata. Poi, perché sanno trovare i canali giusti
per vendere all’estero. In diversi casi, anche appoggiandosi ad un
consorzio export.
Anche le imprese varesine superano i confini nazionali e continuano
ad esportare grazie anche a Provex, il consorzio export-import
che opera all’interno dell’Unione degli Industriali della
Provincia di Varese e che aderisce a Federexport, la federazione che
dal 1974 rappresenta la rete dei consorzi export italiani.
Anche in questo caso i numeri dimostrano l’interesse delle imprese
del territorio verso questo strumento: se, mediamente,
i consorzi di questo tipo hanno una dimensione di circa 40 imprese
consorziate, Provex, con le sue oltre 70 imprese, è uno dei
consorzi di maggiori dimensioni in campo nazionale. Ed è anche
multisettoriale: a Provex aderiscono imprese produttive appartenenti
a diversi settori merceologici quali, meccaniche, siderurgiche e
subfornitura, gomma, plastica e meccanoplastica, tessile,
abbigliamento e meccanotessile, macchine utensili, alimentari e
bevande, terziario avanzato.
Anche
Provex sarà presente a Porto Conte, in Sardegna, durante un
seminario organizzato da Federexort, che si svolgerà dal 30
settembre al 2 ottobre.
Enrico Marcora, che ne è il Presidente, oltre ad essere Presidente
di ALCE (l’associazione lombarda dei consorzi all’esportazione)
e Vice Presidente di Federexport, è da sempre convinto assertore
dell’utilità dello strumento consortile ed è anche per questo
motivo che ha fornito un grande contributo all’impostazione e allo
svolgimento di una ricerca che sarà presentata nel corso di quel
seminario.
Una ricerca che offre uno spaccato delle esportazioni italiane e che
dimostra, in particolare, come, a fronte di un arretramento
complessivo delle esportazioni di oltre il 4%, nel 2003, le vendite
sui mercati esteri delle imprese aderenti ai consorzi export siano
invece cresciute dell’1%, con un differenziale dunque di cinque
punti percentuali.
«Se
i consorzi export-import sono ormai arrivati a 140 unità, con più
di 5.270 imprese consorziate, un motivo dunque ci sarà - spiegano a
Provex - I motivi di tale crescita non sono più solamente legati al
fronte del finanziamento alle vendite estere, ma oggi più che mai
anche agli aspetti promozionali e di immagine e qualità. I consorzi
hanno fatto passi da gigante, con una evoluzione significativa dal
semplice associazionismo. Non sono più soltanto un semplice
strumento per risolvere i problemi pratici legati
all’internazionalizzazione, ma condividono obiettivi, ottimizzano
costi e arrivano fino all’apertura di uffici commerciali, alla
gestione di punti vendita, di fiere collettive e di creazione di
marchi. Insomma, andare all’estero “in cordata”, è meglio».
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