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Varese - Il Presidente dell’Associazione Artigiani è tra i
cinque che sceglieranno i concorrenti alla guida della
struttura nazionale
Giorgio Merletti eletto tra i “saggi”
di Confartigianato
(16
settembre 2004) Varese ancora protagonista della vita economica del
Paese. Questa volta il palcoscenico è quello della Confartigianato
e protagonista il suo presidente della provincia di Varese. Giorgio
Merletti sarà infatti uno dei cinque saggi che si riuniranno da
domani a Roma per poi scegliere i candidati alla presidenza
nazionale.
Una responsabilità importante che arriva dopo la sua riconferma
alla guida dell'associazione varesina e che lo vede da luglio anche Presidente
di Confartigianato Lombardia.
«Per gli artigiani della Lombardia, - afferma Merletti, - è un
passaggio importante. Domani decideremo chi coordinerà il gruppo (gli altri componenti il quintetto
provengono da Confartigianato Udine, Bari, Terni ed Emilia Romagna, ndr).
Sono sereno perché io non sono né candidato, né candidabile.
Questo mi permette di arrivare a questo appuntamento valorizzando al
massimo il nostro territorio regionale. Abbiamo una bella squadra,
in rappresentanza di oltre 80mila imprese e possiamo quindi aspirare
a governare l'associazione».
Il
lavoro che Merletti ha davanti non è dei più semplici. Dovrà
vagliare con attenzione le risorse a disposizione, coinvolgendo le
strutture territoriali per capirne i punti di forza e di debolezza e
per arrivare a definire, insieme ai più alti dirigenti di
Confartigianato, la svolta culturale, politica e organizzativa della
Confederazione.
«Un
ruolo, quello affidato a Giorgio Merletti, di spessore e
responsabilità, perché attraverso il consolidamento della
strategia lombarda si potrà giungere alla costituzione di una
leadership che nel futuro sarà alla testa di una Confartigianato
nazionale decisa a riconquistare il ruolo di attore sociale primario
– spiega una nota dell’associazione artigiani di Varese - La Confartigianato infatti
si qualifica come profondo conoscitore delle realtà del capitalismo
personale valorizzando la conoscenza delle esigenze delle imprese
artigiane del territorio, la quantità di dati a disposizioni e
sfruttando la capillarità con cui quotidianamente le 1.500 sedi
presenti sul territorio (13 in provincia) con i suoi 10.000
operatori (171 nel Varesotto) sono vicini ai bisogni reali degli
imprenditori».
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