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Varese - Si è svolto
presso la sede di CNA un convegno per operatori che ha
cambiato il volto ad una questione che preoccupava parecchio
le Piccole Imprese
Basilea
2, da spauracchio a opportunità
(8
ottobre 2004) Si
pensava avrebbe di fatto “tagliato fuori” dal finanziamento
delle banche la maggior parte delle piccole imprese, alzando
pesantemente i prezzi dei prestiti e mettendo all’angolo anche
quella che era la valvola di sfogo per gli imprenditori
piccolissimi, cioè il sistema dei Confidi.
E invece l’accordo detto “Basilea
2” rischia di rivelarsi un opportunità per le imprese:
se non di risparmio sugli interessi passivi, almeno di maggiore
conoscenza tra gli istituti di credito e il tessuto produttivo
formato dalle imprese più piccole, avvalendosi in particolare -
se la riforma dei Confidi andrà in porto nella maniera più ampia
– del rapporto di fiducia tra Istituti di Credito e Consorzi fidi
locali.
Una
scoperta a sorpresa, avvenuta durante il convegno "Credito alla
piccola impresa e all'artigianato: il presente ed il futuro"
emersa dal dibattito condotto da Giuliano Dini, direttore della
banca d’Italia di Varese, Roberto Villa presidente di Fedart Fidi
e di Artigiancredit Lombardia, Alessandro Bragazzi, responsabile
dell’ufficio Risk Managenment di Banca Intesa sotto l’”occhio
vigile” di Vito Tioli, presidente di Fidimpresa, il consorzio Fidi
CNA Varesino.
«Se
la prima stesura di Basilea 2 penalizzava oggettivamente il
tessuto economico su cui è fondato il nostro paese, cioè le
piccole e medie imprese – ha sottolineato Gaetano Meo, di Banca
Intesa - bisogna ammettere che l’ultima stesura prevede
addirittura un risparmio per le piccole imprese, trattate, al di
sotto di un certo patrimonio, né più né meno come la clientela
Retail».
Un
risultato frutto della mediazione della banca d’Italia, che di
fronte alle proteste degli operatore del settore, ha poi portato in
risalto in seconda battuta, la particolare realtà italiana. «Bisogna
ammettere che la Banca d’Italia conosceva in modo del tutto
marginale il ruolo dei confidi, che in Italia gestiscono il 60% del
credito delle piccole aziende, contro il 40% del resto d’Europa
– ha spiegato Roberto Villa, presidente di Fedart Fidi e di
Artigiancredit Lombardia – Però, con le questioni sollevate da
Basilea 2 c’è stata l’occasione per “conoscersi meglio”.
Ora non bisogna perdere l’occasione per mantenere questi rapporti».
Così,
quello che fino a poche settimane fa era un vero e proprio
spauracchio, è diventata un’occasione da studiare,
un’opportunità di incontro tra realtà spesso contrapposte: «I
cambiamenti causati da Basilea
2 sono una grande opportunità per tutti: Istituti di
Credito, Confidi e aziende. – chiosa infatti Alessandro Bragazzi,
di BPU - Ma non si può leggere la complessità con strumenti
troppo semplici, e quello che ci troviamo davanti è un
comprensibile quanto utile sforzo di adattamento».
Inevitabile
perciò, per gli organizzatori, fissare un secondo appuntamento, che
il presidente di Fidimpresa, Vito Tioli, ha dato indicativamente tra
tre mesi. Ancora tra operatori, con la speranza di un abbraccio più
stretto. Che possa poi, entro la data in cui Basilea 2 entrerà in
vigore, far tirare un sospiro di sollievo ai piccoli imprenditori in
cerca di finanziamenti.
(segue
articolo sulla situazione del credito in provincia, con i dati Banca
d'Italia prodotti al convegno)
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