|
Gazzada
- Frutta e verdura a 69 centesimi, pasta gratis, tutto a
metà prezzo. Offerte irrinunciabili per i consumatori che
arrivano da tutta la provincia
Guerra dei prezzi sulla provinciale 341
(8
ottobre 2004) Fino a qualche mese fa sulla strada provinciale 341,
che collega Varese a Gallarate, all'altezza
di Castronno c'era un cartello giallo con un scritta nera,
un po' casereccia, che
proponeva la bresaola ad un prezzo imbattibile. Oggi la stessa mano lo ha sostituito con la scritta "gratis pasta".
Poco più avanti, all'entrata di Gazzada, c'è un
camion parcheggiato fuori da un discount che pubblicizza
un'offerta irrinunciabile: frutta e verdura a 69 centesimi al chilo.
Una dichiarazione di guerra commerciale senza quartiere, perché il
suo dirimpettaio è un altro supermercato, che, solo sei mesi prima,
aveva dovuto fronteggiare un altro concorrente che vendeva
"tutto a metà prezzo".
Il consumatore è come una trottola, gira e rigira si ferma sempre dove il prezzo è più
basso. E così al discount sulla provinciale 341, dove la frutta e la verdura costano meno di un chewingum,
si sono fermati in molti. «Un'offerta così conveniente non l'avevo
mai vista- dice Liliana
di Varese, mentre carica un'abbondante spesa in macchina -. Non c'è paragone
con altri supermercati e non solo per frutta e verdura, ma anche per
altri prodotti. Chissà se durerà?».
Il discount è un po' caotico, come lo sono tutti i discount, ma
accanto alle "offertissime", come patate surgelate,
farina, vini e formaggi, offre prodotti di marca e qualità. La
direttrice del supermercato non rilascia dichiarazioni, per ogni
informazione bisogna sentire i responsabili a Milano, che a loro
volta sono troppo occupati per rispondere alla semplice domanda
della signora Liliana: durerà l'offerta?
Il supermercato dirimpettaio è meno trafficato, ma questo non
sembra preoccupare troppo il responsabile, che accetta di parlare.
«Sono qui da soli due giorni - dice Fabrizio Chinetti - e da sei
anni lavoro per il gruppo Tigros. Su questa strada ci sono cinque
supermercati, l'offerta supera la domanda e quindi c'è un calo
generalizzato. Queste sono strategie di marketing, il consumatore è
informato e va dove trova convenienza. In questi anni ne ho viste di
tutti i colori, fino a qualche mese fa qui davanti c'era qualcuno
che vendeva tutto al 50 per cento. Oggi c'e quest'altro, vedremo
cosa succederà».
Nella
transumanza del consumo c'è anche chi fa il percorso inverso, dal
supermercato al negozio, come testimonia un baffuto macellaio che
vuole rimanere anonimo. Sulla provinciale 341, all'entrata di Castronno,
puoi infatti trovarti a faccia a faccia con fettine di vitellone di
pura razza piemontese, nodini di vitello e succulente bresaole e non
sapere di essere in una macelleria. Non un'insegna, non un nome. Solo cartelli fatti in
casa, cartone e nastro adesivo, che ipnotizzano gli automobilisti e
un negozio che potrebbe essere la veranda di una villetta.
«Molti miei clienti sono andati a comprare la carne al supermercato
e poi, dopo un annetto, sono tornati da me. Io so che cosa do da
mangiare e soprattutto ci tengo alla qualità. Se lei vede la carne violacea
stia pur sicuro che non si tratta di vitellone, ma di vacca e pure
vecchia. E il
prezzo non è più alto di quello che trovate nei
supermercati».
Il macellaio anonimo vuole dare la prova provata: con una mano
brandisce un pezzo di carne rosea di vitellone e con l'altra un
depliant pubblicitario di un noto supermercato. «Vede, la nostra
carne costa anche qualcosa meno. La verità è che alcune razze
nostrane saranno destinate a sparire. In Italia c'è tutto
l'interesse a svuotare le stalle perché dobbiamo comprare da paesi
come l'Ungheria e la Romania. Io resisto con la mia carne di
qualità, ma solo perché non ho spese, né dipendenti. Ma se arriva
una banca che vuole i locali glieli vendo subito».
Intanto si affilano le armi per la prossima battaglia. Un nuovo
cartello di cartone e nastro adesivo è già pronto: "acqua
gratis".
|