Varese - Ospiti del Convention Bureau varesino, hanno passato mezza giornata tra i luoghi più suggestivi dell acittà
Giornalisti europei a Varese per "assaggiare"l'accoglienza congressuale 


(12 settembre 2003) Erano stanchissimi e dimezzati - sei, contro i dodici  dell'inizio del viaggio di lavoro -  nonchè pronti a ritornare a casa: ma non hanno perso tempo né sono stati delusi dall'ultima tappa prevista in un tour de force che voleva far loro scoprire luoghi gradevoli di turismo congressuale ad un tiro di schioppo da Milano.
La delegazione dei giornalisti del Benelux che in poche ore ha avuto un assaggio, a cura del neonato "Convention bureau" (alla sua prima prova "sul campo") di quanto piacevole può essere il soggiorno nella nostra provincia per un congressista, ha ricevuto infatti in questa splendida giornata di sole, tutto quello che desiderava.

Innanzitutto una giornata splendida: tant'è vero che il presidente dell'APT Giovanni Luatti, nel corso della conferenza stampa a loro dedicata, si è potuto permettere la battuta "sono il presidente dell'APT, che tra le altre sue funzioni ha quella di governare il meteo di questa provincia virandolo al bello ad ogni occasione importante".

Poi, una suggestiva ambientazione: la loro prima tappa, quella dove si sono svolte conferenza stampa e pranzo di lavoro, è stata il golf club di Luvinate, con pranzo con vista sul green, sul lago di Varese e sul Monte Rosa contemporaneamente, con un colpo d'occhio decisamente suggestivo. Dopo le indicazioni sulla nostra provincia e il pranzo in terrazza, fornite dal presidente della Camera di Commercio Angelo Belloli e dal segretario generale dell'ente camerale Mauro Temperelli i giornalisti (tutti appartenenti a giornali specializzati nel settore del turismo congressuale) sono poi andati a vedere il centro congressi della città, villa Ponti, e l'adiacente villa Panza, occasione di svago culturale appena usciti dalla zona congressuale varesina.

Infine, i colleghi hanno trovato un'accoglienza degna di chi ci tiene a far scoprire le opportunità vere di una provincia che si affaccia solo ora al turismo congressuale: cura dei particolari, un pranzo piacevole, un'attenzione a mostrare con grazia quanto di meglio offre la provincia, dal pesce persico alla carta Varese. E anche una sorpresa, cioè un regalo "Made in Varese" che pochi sanno essere varesino: avvolto ovviamente in carta Varese, i giornalisti hanno ricevuto una borsa da viaggio Diesel. Che è sì un'industria veneta famosissima nel mondo, ma che affida la cura delle sue borse alla pelletteria Principe di Calcinate del Pesce.

Di obiezioni, o meglio di osservazioni curiose da parte dei giornalisti, due in particolare:  la prima è l'insistente domanda "ma Varese è in Lombardia?" che la dice lunga sul senso di diversità che la nostra provincia dà (è da notare che i giornalisti provenivano da un tour di diversi giorni proprio tra le province lombarde) e la seconda è  rappresentata dal sorriso sardonico, durante il video di presentazione delle bellezze della nostra provincia, che hanno esibito i giornalisti quando lo speaker ha spiegato in inglese che Varese è a "soli 40 minuti da Milano". Hai voglia a spiegare che il viaggio allucinante che questa mattina hanno fatto in autostrada è stato causato dal blocco dovuto agli operai di Arese....
In verità, tra i tanti vantaggi e le tante piacevolezze di questa provincia che può essere più europea di quanto essa stessa crede, la delegazione di giornalisti ospiti ha avuto a che fare con il nostro principale tallone d'Achille: l'inadeguatezza assoluta delle nostre famose - e agognatissime - infrastrutture.


Stefania Radman
economia@varesenews.it


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