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Varese
- Il dossier presentato questa mattina nella sede varesina
dell'associazione: è aumentato tutto, ma anche i costi per
gli esercenti
Confesercenti: «Vi
diciamo la verità
sui prezzi»
(28 ottobre 2003) Nessuno può più negare l'aumento
dei prezzi, nessuno può più prendere per oro colato i dati
dell'inflazione: dopo tanto tempo di rialzo dei prezzi non c'è
dubbio, è il momento delle riflessioni. E i primi a farle,
incalzati da una vera e propria campagna dell'opinione pubblica
contro di loro, sono le organizzazioni di commercianti. Che si
difendono, ricordando che dei rincari diffusi le prime
vittime sono proprio loro. Confesercenti in particolare ha realizzato un dossier
incrociando dati Istat e Unioncamere: e in questo dossier vengono
fornite informazioni sull’evoluzione che negli ultimi 2-3 anni i
prezzi al consumo di alcuni beni evidenziando anche le dinamiche dei
prezzi di questi stessi beni dal lato della produzione, con
risultati a volte sorprendenti
L'elaborazione di
questi dati, sostanzialmente, ha evidenziato per esempio che in
realtà i prezzi al consumo dei beni non hanno una dinamica
sostanzialmente diversa dai relativi prezzi alla produzione, e che
diverse componenti tariffarie - che già hanno un peso di rilievo
nella composizione dei costi aziendali- hanno subito recentemente
un’accelerazione, soprattutto col passaggio da tassa a tariffa. Il
caso più eclatante è costituito dallo smaltimento dei rifiuti
solidi urbani, che per le categorie di esercizi considerate
dall'analisi hanno registrato incrementi medi, tra il 1999 ed il
2003, di circa il 55%, con punte addirittura dell'82%
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Smaltimento
dei rifiuti
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Variazione
% dell'imposta
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2000/99
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2001/00
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2002/01
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2003/02
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2003/99
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Ortofrutta
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19,7%
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18,0%
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0,8%
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14,4%
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52,9%
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Ristoranti,
pizzerie
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14,2%
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10,9%
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1,5%
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20,2%
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46,8%
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Bar,
pasticcerie
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22,3%
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8,3%
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1,5%
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13,6%
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45,7%
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Commercio
alimentare
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13,4%
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4,1%
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4,0%
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17,8%
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39,3%
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Commercio
non alimentare
2,3%
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1,4%
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65,8%
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13,1%
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82,6%
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oppure che anche molti
servizi che devono essere a loro volta acquistati dagli esercenti
presentano dinamiche dei prezzi superiori alla media (servizi
finanziari, riparazioni, energia), e infine che
il problema dell’inflazione alimentare riguarda a dire il vero
solo i prodotti ortofrutticoli, che presentano notevoli rialzi già
all’origine
«Si è fatta molta polemica sul settore dell'ortofrutta: ma questo
rappresenta il 3 per cento del commercio in Italia - ha sottolineato
Gianni Lucchina, direttore della Confesercenti varesina - ed ha
avuto problemi che con l'euro per esempio hanno avuto poco a che
fare, come la siccità e le alluvioni, arrivate contemporaneamente
quest'anno».

In questa dinamica,
l'euro ha inciso sì , ma relativamente in questo aumento dei
prezzi, secondo la Confesercenti «Non si tratta di un abbinamento
automatico - ha proseguito Lucchina - e la prova arriva dagli altri
paesi dell'euro che non hanno avuto gli stessi problemi»
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Costi
e ricavi per bar e ristoranti
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Imprese
con meno di 19 addetti
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Ristoranti
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Bar
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Spesa
per acquisto di merci e di materie
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48,6
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50,5
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prime
e di consumo
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Spesa
per servizi e tariffe
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18,5
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18,2
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Spesa
per personale
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14,8
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9,4
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Ammortamenti
e rinnovo capitali fissi
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9,8
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3,2
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TOTALE
COSTI DELLA PRODUZIONE
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91,7
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82,9
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TOTALE
RICAVI
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100,0
|
100,0
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DIFFERENZA
RICAVI-COSTI
(al lordo delle imposte e dei contributi)
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8,3
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17,1
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I rincari sono stati
diffusi, molti di questi pesano anche sulle spalle dei commercianti,
in un conto che, sorprendentemente, vede la spesa per il personale
incidere molto meno della spesa per i servizi e le tariffe. La
situazione è senza via d'uscita: alla fine tutti aumentano tutto
«In una situazione come questa, il
rapporto qualità e prezzo è l'arma vincente: chi prova ad
approfittarsene perde: il cliente e in generale quote di mercato»
ha spiegato Cesare Lorenzini, presidente della Confesercenti
varesina. Per
parte sua la Confesercenti ha ricordato di essersi già spesa a
favore del consumatore per il contenimento dei prezzi: ciò è già
avvenuto con la campagna Prezzo Amico, l’accordo sottoscritto fra
Confesercenti e Intesa Comumatori il cui obiettivo è quello di
bloccare sino al 31 dicembre i prezzi di alcuni prodotti
compresi in un paniere, a cui hanno aderito circa 300 negozi in
provincia. «Ora
siamo al lavoro per organizzare la campagna Menù Amico - conclude
Lucchina - che coinvolgerà, in una iniziativa analoga, bar,
pizzerie e ristoranti».
Il
dossier
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