Varese  - Nella prima giornata dell'economia dibattito a Ville Ponti sul futuro della provincia, con l'aiuto di dati inediti e dei protagonisti dell'economia del territorio
Varese, una provincia produttiva ma senza immagine

(5 maggio 2003) «Mi ritrovo spesso in una situazione irritante. Quando parlo del problema Malpensa, le persone a cui mi rivolgo mi dicono: che c'entri? Malpensa non è sotto la giurisdizione di Milano? -  a parlare è Guido Nardone, prefetto di Varese - Tanta è la convinzione, che i mezzi e gli uomini per la faccenda della SARS li hanno mandati prima a Milano, e poi qui, quando hanno spiegato che Malpensa è in provincia di Varese. Ora, questa è una cosa che irrita me, ma dovrebbe far pensare anche voi». 
La "fotografia" del ruolo di questa provincia e di quanto Varese abbia perso nell'immaginario economico d'Italia, l'ha data proprio questo aneddoto del prefetto su Malpensa. E l'ha fatto in un modo ancora più incisivo della pur ricca e particolareggiata messe di dati offerta dal centro studi della Camera di Commercio varesina durante il forum della prima Giornata dell'Economia, svoltosi alle ville Ponti e costituito dalla presentazione di un dossier di dati inediti e da un dibattito tra i principali attori economici del territorio. 

Da questo punto di partenza critico è partito il dibattito "provocato" da Enrico Castelli, giornalista varesino ora al vertice del telegiornale regionale lombardo della Rai, che ha rappresentato a lungo il "volto dell'economia" sulla rete di Stato che ha ricordato come: «Un po' di tempo fa quando andavo a Roma mi prendevano in giro 'tu vieni da Varese, siete tutti ricchi.'.. Ora non me lo dice più nessuno: questo è un segno...». 

Per rispondere a tale provocazione, la Camera di Commercio varesina è riuscita a riunire tutte le realtà che contano economicamente in provincia: intorno al grande tavolo c'erano le principali istituzioni politiche, tutte le associazioni di categoria, i sindacati, le università del territorio e l'intera rappresentanza della stampa provinciale. In un dibattito che però non è stato capace di rispondere alle mille domande sorte, che coinvolgevano le infrastrutture (Malpensa in testa ma anche strade in primo piano), e la demografia (un territorio che risulta ancora vivace solo grazie all'immigrazione..), l'attenzione del mondo finanziario al territorio e il turismo. Un settore, quest'ultimo, che tutti riassumono nel "turismo congressuale", ricordando il congresso dell'unione europea sul Welfare previsto per il prossimo luglio e il Cartoon Forum. E per il quale il presidente della Camera di Commercio Belloli ha chiesto a gran voce la possibilità di coronare un sogno coltivato da tempo dalla camera di commercio e ora diventato una specie di incubo: un albergo al servizio delle ville Ponti, pronto e finanziato ma bloccato dalla mancanza delle autorizzazioni necessarie.

L'inevitabile lista di ciò che manca, però, non può non essere bilanciata dai dati che provengono dal territorio: Varese provincia tra le più produttive d'Italia, con una grande urbanizzazione, un gran numero di imprese, un alto tasso di occupati e un alto reddito pro capite. Ma anche da ciò che i dati non raccontano: 
che Varese è difficilmente paragonabile con le altre province italiane; specialmente nel nord est perché l'industria qui ha una storia molto più antica rispetto ad altre zone; che a tutti questi dati manca quello dell'economia sommersa, impossibile da far uscire nemmeno con gli "incentivi " governativi per l'emersione del lavoro nero; che lo spostamento fuori provincia delle sedi delle banche non c'entra affatto con una diminuzione della loro presenza sul territorio, in continuo aumento sia per numero di sportelli sia di istituti rappresentati per assecondare un sistema aziendale e una popolazione con richieste sempre più sofisticate e complesse di servizi finanziari e bancari.

Insomma, un territorio che non si può non definire fiorente, dove l'espansione non è più come negli scorsi decenni ma solo perché riguarda un settore più maturo che nel resto d'Italia, già denso di imprese e di stimoli e dove il lavoro è tanto, malgrado le mancanze infrastrutturali. Ma che ha senza dubbio perso l'appeal di una volta, quella specificità legata al "saper fare i dané" che tanto aveva colpito la fantasia degli italiani nei confronti dei "varesotti".

 

 

Stefania Radman
economia@varesenews.it


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