Varese
- La Camera di commercio porta gli
artigiani varesini all'estero per internazionalizzare i nostri
prodotti
L’oro
varesino alla conquista di New York
(13 giugno 2003) Dal
27 al 30 luglio gli orafi varesini torneranno a New York, dove già
sono stati per la fiera internazionale dello scorso gennaio.
Sostenuti dalla Camera di Commercio, gli orafi della nostra
provincia stanno giocando una importante partita per conquistare
fette di mercato. Quando nel 2000 l’ente camerale commissionò la ricerca
Easy Gold, una sorta di stato dell’arte dell’industria locale
con annesse indicazioni sulle strada da seguire in futuro, in pochi
forse immaginavano che l’arte orafa varesina sarebbe diventata un
esempio da seguire anche nelle zone tradizionalmente legate a questo
tipo di produzione.
«E
invece posso dire che quel lavoro è già stato letto e studiato in
altre parti d’Italia» racconta Riccardo Pietro Visentin,
capogruppo degli orafi dell’Associazione Artigiani. Imprenditore
di Albizzate, Visentin è uno degli artigiani della nostra provincia
che partecipa al progetto guidato dalla Camera di Commercio.
L’idea
di una cittadella degli orafi a Gallarate, annunciata durante l'ultimo
convegno al Polo Scientifico Tecnologico di Busto Arsizio, ha
riacceso l’interesse verso un progetto per la valorizzazione del
settore, che merita attenzione e rispetto. Anche se la cittadella,
ovvero un luogo fisico in cui inserire trenta imprese, potrebbe non
essere nelle priorità nel breve periodo. Vediamo perché.
«La
nostra priorità – spiega Visentin – è invece quella di avere
un centro servizi. La cittadella degli orafi è una bellissima idea,
ma prima di pensare a un edificio in cui inserire delle imprese
dobbiamo fare un altro passaggio. Ci serve, in sostanza, un
approccio organizzato ai mercati esteri».
Se la
cittadella sarebbe il simbolo della nuova realtà orafa locale, non
bisogna dimenticare che il progetto di Camera di commercio lavora
per innalzare la qualità e far conoscere l'oro varesino. Un compito
prezioso, che se anche non ha avuto grandissimo risalto mediatico ha
tuttavia rappresentato un approccio serio e strategico che darà
risultati nel tempo.
Quello
che conta, ancora una volta, è il gioco di squadra. Ma è proprio
l’obiettivo che sta perseguendo la Camera di commercio, che da
tempo ha attivato un tavolo con gli orafi e gioiellieri delle
diverse associazioni di categoria di Varese. «Per portarci a New
York – sottolinea Visentin – l’ente camerale ha stanziato
40mila euro. Abbiamo fatto test di prodotto, seminari di approccio
al mercato americano, veri e propri studi per dare forza alla nostra
azione sul mercato. Così abbiamo sviluppato competenze a costi
bassissimi. A fine luglio, saremo 12 aziende, sotto il cappello
della Camera di commercio, a tornare a New York». E il prodotto
varesino può competere? «Certo – rispende l'artigiano orafo di
Albizzate – la nostra qualità è molto alta e lo dimostra il
fatto che lavoriamo per le grandi firme».
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