Speciale Legge Biagi - Possibilità di conciliare prima della visita ispettiva. L'attività sarà per lo più di prevenzione e informazione, una consulenza data all'azienda in materia lavorativa e previdenziale
Legge Biagi: il sistema di vigilanza diventa morbido

(28 maggio 2004) Con la legge Biagi cambia anche il sistema di vigilanza. Su questo aspetto sembra si sia deciso di diventare "morbidi", rispetto al passato. Ma vediamo cosa cambia e come cambia. Innanzitutto viene definita in modo organico la vigilanza in materia di lavoro, ma non quella in tema di sicurezza sul lavoro. Viene identificato il campo delle ispezioni con un principio "rivoluzionario", perché la nuova filosofia sarà la prevenzione e la promozione i cui destinatari finali sono chi  si occupa della disciplina del lavoro. Il coordinamento ispettivo è di fatto demandato alle strutture ministeriali, vengono costituite delle commissioni per lo studio e la ricerca di iniziative per il contenimento del lavoro sommerso. Verrà istituita una nuova direzione generale presso il ministero del Lavoro, da cui partirà il coordinamento sul territorio regionale (direzione regionale del lavoro) e provinciale, in questo caso con l'ausilio dei comandanti della guardia di finanza e delle agenzie delle entrate. L'attività sarà per lo più di prevenzione e informazione, una consulenza data all'azienda in materia lavorativa e previdenziale, la direzione generale potrà altresì stipulare convenzioni con aziende, associazioni, enti per lo svolgimento presso gli stessi di attività di informazione e aggiornamento. 
Il diritto di interpello invece è la possibilità per associazioni di categoria, ordini professionali, enti pubblici di inoltrare telematicamente alla direzione generale tramite gli uffici periferici del Ministero, quesiti in merito all'applicazione della normativa del Ministero stesso. La conciliazione monocratica è la possibilità di conciliare prima della visita ispettiva nel caso in cui dalle richieste di intervento emergano elementi per una soluzione conciliativa. La DPL (direzione provinciale del lavoro) puo' tentare la conciliazione sulla questione denunciata, in caso di accordo la richiesta viene archiviata. Anche in fase ispettiva, l'ispettore puo' promuovere tale operazione se le parti sono d'accordo. La diffida accertativa per crediti retributivi nasce invece qualora dalla ispezione emergano inosservanze alla disciplina contrattuale, da cui scaturiscano crediti per il lavoratore. In questo caso l'ispettore diffida l'azienda all'adempimento. Entro 30 giorni il datore di lavoro puo' chiedere la conciliazione, se si trova l'accordo la diffida viene archiviata, altrimenti la diffida diventa attuativa, anche se è possibile ricorrere successivamente al comitato regionale per i rapporti di lavoro che decide entro il termine di 90 giorni. Vale in questo caso il principio del silenzio-rigetto.

Roberto Pliscovaz
annunci.lavoro@vareseweb.it


TORNA ALLO SPECIALE


INIZIO PAGINA


Copyright © 2000 - 2003 varesenews.it. Tutti i diritti riservati

NEWS LAVORO
AGENDA
CERCAWEB
Altri
Articoli 

Part time: 
bello e flessibile

Lavoro occasionale e prestazioni occasionali di tipo accessorio

Lavoro a chiamata, la situazione si ingarbuglia

Lavoratori a chiamata: occhio 
a non rispondere

Job sharing, ovvero una poltrona per due

E se il co.co.co non ha un progetto?

In rete
Il testo della legge

@ | Bambini | Libri | Arte Cinema | Economia| Lavoro | Sanità | Motori | Scuola | Sport | Tempo libero| Turismo