Speciale Legge Biagi - Potrebbe essere il contratto della svolta per il mercato del  lavoro, ma c'è un problema: il rischio di impresa grava tutto sulle agenzie
Staff leasing cuore della riforma Biagi, ma solo a parole

(15 agosto 2004) Oggi parliamo del  "gettonatissimo" (ma solo a parole) STAFF LEASING. Questa nuova tipologia di contratto è ancora poco praticabile, nonostante dovrebbe essere il "cuore" della riforma del mercato del lavoro. Senza forzature si potrebbe considerare il "contenitore" dove i contratti di job on call", job sharing, occasionale, lavoro a progetto di volta in volta vengono inserite. Ma sarà proprio così? Partiamo dal presupposto che lo staff leasing al momento si può utilizzare per i call center (magari così assorbiamo 200 mila di co.co.co), logistica, telemarketing e funzioni commerciali, vigilanza, facchinaggio, biblioteche, portinerie, ristorazione, trasporti, consulenza e assistenza informatica. Quindi non in tutti i campi! 
Qualcuno afferma che lo staff leasing darà lavoro nel prossimo triennio a circa 300 mila persone, per un giro di affari di circa 3 miliardi di euro. Io sono scettico su questa rosea previsione e vi spiego il perché. Il vantaggio dello staff è che l'azienda può esternalizzare quei servizi che non ritiene "strategici", per concentrarsi sul suo "core business". Di fatto un'agenzia si occupa di trovare il personale da "affittare" all'azienda per coprire i servizi sopraccitati, ma non più con l'inserimento a tempo determinato di qualche figura, bensì con la creazione "esterna" di un intero comparto aziendale, gestendolo dalla A alla Z: dal reclutamento del personale, alla creazione della busta paga, lasciando all'azienda cliente il potere direttivo. Fin qui tutto bene: i costi sono più o meno simili al "vecchio interinale", in più l'azienda cliente non dovrà "computare " questi lavoratori in organico e non dovrà tenere rapporti sindacali, in quanto i lavoratori sono dell'agenzia. Però c'è un problema per far decollare il tutto e riguarda le agenzie. Di fatto così come stanno oggi le cose, il rischio di impresa è tutto a carico delle agenzie in quanto assumono a tempo indeterminato, ma lavorano specificatamente su commissione per un'azienda. Ma poniamo l'ipotesi che per qualsiasi motivo il contratto con l'azienda venga meno? I lavoratori che fine fanno? La risposta più semplice sarebbe: «assumere a tempo determinato». E ci risiamo, abbiamo scoperto l'acqua calda. Esiste da sempre quel contratto, molto utilizzato anche dalle cooperative, si chiama "appalto di servizio" e differisce dallo staff leasing" perché il potere direttivo non spetta all'azienda cliente ma l'appaltato. Quindi, niente di nuovo o meglio, se oltre all'introduzione della riforma si creeranno (concertando il tutto tra impresa e parti sociali) i presupposti per "veicolare" la stessa, a mio avviso lo staff leasing "esploderà" e sarà d'aiuto per il mercato del lavoro. Se questo non accadrà...ai posteri l'ardua sentenza.

Roberto Pliscovaz
annunci.lavoro@vareseweb.it


TORNA ALLO SPECIALE


INIZIO PAGINA


Copyright © 2000 - 2003 varesenews.it. Tutti i diritti riservati

NEWS LAVORO
AGENDA
CERCAWEB
Altri
Articoli 

Co.co.co in Provincia: 
in Emilia  i pionieri

Legge Biagi: il sistema di vigilanza diventa morbido

Il sistema di controllo allenta la presa. Siamo sicuri di essere pronti?

Lavoro occasionale e prestazioni occasionali di tipo accessorio: attenzione alla confusione 

Part time: bello e flessibile

Lavoro a chiamata, la situazione si ingarbuglia

Lavoratori a chiamata: occhio 
a non rispondere

Job sharing, ovvero una poltrona per due

E se il co.co.co non ha un progetto?

In rete
Il testo della legge

@ | Bambini | Libri | Arte Cinema | Economia| Lavoro | Sanità | Motori | Scuola | Sport | Tempo libero| Turismo