Varese - Indetto per venerdì 10 lo sciopero: almeno 2000 i lavoratori interessati in provincia
I bancari scendono in piazza. Più salario e più etica 


(28.05.2007) Il ceto medio scende in piazza. I bancari, la categoria di lavoratori da sempre considerata privilegiata per il corposo stipendio, l'immagine paludata e il futuro assicurato, venerdì 10 settembre incroceranno le braccia. In provincia di Varese saranno più di duemila i lavoratori interessati allo sciopero e almeno 400 gli sportelli che rimarranno chiusi. Allo sciopero aderiscono Falcri, Fiba- Cisl, Fisac-Cgil e Uilca, compresa la Fabi (il sindacato autonomo dei bancari) anche se ha aperto un secondo tavolo di trattative. 
(da destra: Ludovico Reverberi, Francesco Clerici e Alberto Zonca)

La perdita di potere di acquisto della busta paga non è, dunque, solo un problema dei metalmeccanici. La forbice della povertà fa sentire il suo sibilo anche nelle stanze degli istituti di credito, comprese quelle ai piani più alti. Il contratto dei bancari non viene rinnovato da due anni e otto mesi e l'inflazione programmata dal Governo non sta bene neanche a loro. «A tutto ciò - spiega Ludovico Reverberi, della Fisac Cgil - bisogna aggiungere la mancanza di investimenti nella formazione. I lavoratori vengono mandati allo sbaraglio senza avere competenze specifiche. C'è da recuperare la fiducia dei risparmiatori, incrinata dai recenti scandali Parmalat, Cirio e Bond Argentina perché la fiducia del risparmiatore è il vero prodotto da tutelare. Abbiamo sentito banchieri scaricare ingiustamente la responsabilità di alcune manovre sui propri lavoratori. Insomma c'è un aspetto etico e di trasparenza nel nostro lavoro che noi rivendichiamo al pari delle richieste salariali».
Il panorama del credito ha cambiato fisionomia. Sono tramontati i tempi dei bot e cct dagli interessi tanto favolosi quanto fasulli, allettanti e sicuri per il risparmiatore, e le stesse strategie delle banche non seguono più logiche di interesse pubblico. «Una volta- spiega Alberto Zonca della Uilca - le banche erano istituti di diritto pubblico che non avevano nel dividendo la loro logica organizzativa. Oggi si perseguono strategie nel brevissimo periodo e la parola d'ordine è fare utile, anziché pensare a finanziare il sistema produttivo e l'economia. Se poi andiamo a toccare la questione costi l'unica soluzione prospettata dalle banche è il taglio dei costi del personale, senza considerare che negli ultimi anni è già sceso di sedici punti percentuale».
Sul tavolo di contrattazione c'è anche la questione degli esuberi e dei prepensionamenti: dal 1999, anno in cui nel contratto è stato istituito il fondo di solidarietà, almeno 10 mila lavoratori si sono serviti di questo ammortizzatore sociale. «Il bancario non è un ipergarantito - conclude Francesco Clerici della Fisac Cgil -. Prima di istituire il fondo di solidarietà non avevamo alcuna indennità di mobilità. Oggi si mandano in pensione professionalità ancora utili e si assumono giovani con contratti di formazione per risparmiare, ma senza fare formazione  Questo sciopero è anche una risposta a chi vuole precarizzare il nostro lavoro. Chiederemo quindi una limitazione dell'applicazione della legge 30 e soprattutto l'applicazione del contratto del credito a tutti i lavoratori del settore. È per questo che ci opponiamo alle cessioni di ramo d'azienda, primo passo per la non applicazione del contratto».
A giugno è stato firmato dalle parti un protocollo sull'etica. Il 13 luglio c'è stato l'ultimo incontro con i banchieri, dal quale non è scaturito nulla. Se non ci saranno sviluppi dopo questa mobilitazione, il sindacato ha già annunciato un nuovo sciopero per ottobre.


Michele Mancino
michele@varesenews.it


TORNA ALLE NEWS


INIZIO PAGINA


Copyright © 2000 - 2003 - 2004 varesenews.it. Tutti i diritti riservati

 
NEWS ECONOMIA
AGENDA
CERCAWEB
Altri articoli 
 
In Economia
- L'agenda degli appuntamenti economici
- Il dizionarietto
In rete
Parmalat: conciliazione riuscita tra Banca Intesa e Movimento Consumatori 

Ora il Movimento consumatori è più varesino

Gaetano Pecorella difenderà i risparmiatori varesini 

Crac Parmalat: le associazioni dei consumatori scaricano il Comune

Le banche a Palazzo. Fumagalli: «Questo è un territorio minato»

L’assalto dei risparmiatori 
a Palazzo Estense

«La colpa è delle banche: convincono anziché consigliare»

Fatti mandare da Veltroni a prendere il latte...

«Parmalat: ognuno al suo posto»

«Ognuno faccia il suo mestiere senza demagogia»

«Così la Parmalat si è bevuta i miei risparmi»

Esposti, il Movimento consumatori spiega come fare

Le lacrime bosine sul latte versato 

«Noi luinesi siamo stati salvati dalla Prealpina Latte»

Le iniziative dei risparmiatori 

«La Parmalat? Non ci paga il latte da settembre»

Crisi Parmalat, così Varese mise al sicuro il suo latte

Il dossier latte

Caso Opengate

@ | Bambini | Libri | Arte Cinema | Economia| Lavoro | Sanità | Motori | Scuola | Sport | Tempo libero| Turismo