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Solbiate
Arno
- A
tre mesi dalla nascita del primo gruppo europeo nel settore della
stampa di tessuti, Nemesis Spa,
Cigl, Cisl e Uil chiedono garanzie per il mantenimento
dei posti di lavoro
Sì
alla fusione, ma senza tagli
(28.05.2007) A giugno
c'era stato un incontro all'Unione industriali di Varese, a cui
avevano partecipato sindacati e Rsu, per definire il nuovo assetto della Nemesis
spa di
Solbiate Arno, industria leader del settore tessile, dopo
l'acquisizione da parte della stessa della società
milanese Matex di
Ossona. Ma la nascita del primo gruppo europeo nel settore
della stampa dei tessuti per arredamento interno ed esterno non ha
tranquillizzato affatto le organizzazioni sindacali. «Siamo
preoccupati - scrivono i sindacati in un comunicato - per il
mantenimento degli occupati, in quanto l’amministratore delegato
ha affermato che il
progetto prevedeva una integrazione industriale totale attraverso
la realizzazione di un unico sito produttivo ad Ossona. Nel primo incontro invece l’azienda ci ha prospettato un
progetto diverso, sostenendo che solo una parte di lavoratori ed
alcuni impianti sarebbero stati trasferiti ad Ossona e che a
Solbiate Arno era loro intenzione attuare un investimento di circa
due milioni di euro, riguardante stampe speciali, che avrebbe consentito di salvaguardare e mantenere tutti i
lavoratori attualmente occupati».
Il 12 luglio c'è stato un secondo incontro tra le parti, ma la
preoccupazione anziché diminuire è aumentata. «In
quell'occasione - continuano i sindacati - ci è stato detto che La stampa a
pigmento verrà
effettuata tutta ad Ossona con il trasferimento delle relative
macchine. Altri macchinari saranno spostati nelle prossime
settimane e con loro anche i lavoratori addetti. Inoltre il prospettato investimento è stato
rinviato e 34 lavoratori di Solbiate sono stati collocati
in cassa integrazione dal 30 agosto per 3 mesi, attualmente in
cassa integrazione ce ne sono 26».
Per il
giorno 13 settembre è stato programmato un nuovo incontro per
verificare la situazione complessiva. «L'azienda
- conclude il sindacato -
dovrà garantire la continuità ed il mantenimento degli organici.
Abbiamo previsto l’assemblea dei lavoratori il giorno,
in cui discuteremo e decideremo le iniziative da
intraprendere».
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