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Lavoro
- Annunciato per il 10 settembre lo sciopero nazionale
del credito per il rinnovo del contratto
Bancari sul piede di
guerra. Nuovo contratto all'insegna dell'etica
(28.05.2007) Il
loro contratto nazionale è ormai scaduto
da due anni e otto mesi. Questo è uno dei motivi per cui
Falcri, Fiba-Cisl, Fisac-Cgil e Uilca hanno interrotto le
trattative per il rinnovo
e
deciso per una mobilitazione
generale. «La
nostra piattaforma rivendicativa - spiegano i
rappresentanti sindacali -
è equilibrata e realistica e prevede il giusto riconoscimento
alla professionalità dei lavoratori che hanno contribuito, in
maniera tangibile, al miglioramento dei bilanci delle aziende
bancarie ed alla riorganizzazione complessiva del sistema
creditizio italiano».
La crisi di fiducia che ha investito le banche negli ultimi
anni sull'onda degli scandali finanziari targati Parmalat, Cirio ,
Bond Argentina, solo per citare i più noti, secondo i sindacati
può avere conseguenze pesanti nei confronti dei lavoratori è per
questo che nella proposta di rinnovo del contratto sono stati
inseriti alcuni punti legati all'etica quali una gestione corretta
e trasparente del credito e nei rapporti con la clientela; la
valorizzazione delle risorse umane in un’ottica che preveda
anche il recupero della fiducia dei consumatori; equità dei
sistemi premianti; solidarietà di categoria e territoriale;
rafforzamento dei diritti individuali e collettivi.
«La scelta seria, ma consapevole, di sospendere gli incontri con
l’Associazione bancaria italiana - concludono i sindacati - è
anche la logica conseguenza dell’indisponibilità a riconoscere
il recupero reale del potere d’acquisto delle retribuzioni,
falcidiate da un aumento del costo della vita che solo il Governo
si rifiuta di vedere. Ad aggravare il quadro complessivo delle
trattative è la contrarietà delle banche a procedere nel
confronto sulla parte normativa del contratto. Falcri, Fiba-Cisl,
Fisac-Cgil e Uilca organizzeranno assemblee, e volantinaggi per
denunciare ai colleghi e all’opinione pubblica gli atteggiamenti
inaccettabili e le contraddizioni che hanno caratterizzato la
posizione assunta dall’Associazione bancaria italiana. Inoltre
ci scusiamo coi cittadini per i disagi che subiranno, e ne chiediamo
la loro solidarietà, perché siamo convinti che la nostra
battaglia, per una migliore qualità del lavoro e per aziende di
credito eticamente e socialmente responsabili, sia anche la
battaglia di chi, in questi anni, ha subito gli scandali del
sistema creditizio».
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