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Venegono
Inferiore - Nuovo accordo sindacale per i 1.800
dipendenti. Buon momento per l'azienda che vede in crescita il
settore civile dopo la crisi dovuta all'11 settembre
Aermacchi cresce e
sostiene i lavoratori
(28.05.2007) L'Aermacchi
sembra definitivamente uscita da quella crisi che l'aveva
investita dopo l'11 settembre 2001 quando il fatturato era calato
del 25 per cento, colpendo soprattutto il settore della produzione
aeronautica civile.
Oltre a recenti nuove assunzioni nel campo
impiegatizio, a dimostrazione dell'effettiva ripresa, dopo il
rientro, avvenuto circa un anno fa, di tutti i dipendenti che
erano stati messi in cassa integrazione, vi è anche il nuovo
accordo sindacale che l'azienda sta per stipulare con i
lavoratori. Accordo frutto di una mediazione durata oltre sei mesi
e che prevede numerosi vantaggi e premi per i dipendenti.
L'ipotesi di intesa con la direzione dell'Aermacchi
è stata raggiunta nella tarda serata di ieri, mercoledì 29
settembre, nella
sede dell'Associazione degli Industriali di Varese. All'incontro erano presenti, oltre le Rappresentanze sindacali
dell'azienda, anche i sindacati provinciali di FIM CISL, FIOM CGIL
e UILM UIL. Il testo dell'accordo è stato presentato ai
lavoratori questa mattina ed approvato a larga maggioranza.
Dall'accordo emerge una nuova stabilizzazione dell'azienda che,
dopo un periodo in cui a fare da traino è stato il settore
militare, sta stabilizzando la produzione verso un 50 per cento
militare e un 50 per cento nel settore civile. Ma se si
considerano il totale delle ore lavoro è nettamente in crescita
il settore civile, soprattutto grazie alla nuova produzione dei
contenitori di turbine degli aerei dell'Airbus da 500 posti. Nel
settore militare, in cui in Aermacchi è molto attiva la
progettazione, particolare pregio avrà invece l'imminente primo
volo dell'M-346.
La
conferma degli obiettivi di sviluppo che si è prefissa l'Aermacchi,
di cui ora è proprietaria Finmeccanica, si trova all'interno dell'accordo sindacale
raggiunto ieri sera. Il punto più importante è il raggiungimento
del Premio di Risultato, ovvero un contributo economico annuo,
oltre alla normale paga, che sarà elargito ai dipendenti al raggiungimento degli obiettivi prefissati: «1.300
euro nel primo
anno di vigenza dell'accordo, a regime potrà erogare 2.300 euro
annui pro capite - spiega soddisfatto Graziano Resteghini della
segreteria FIM CISL di Varese -. È il risultato più elevato per
un accordo sindacale della nostra provincia e del comparto
aeronautico, a testimonianza anche dell'ambizioso obiettivo di
sviluppo che Aermacchi ha illustrato alle Organizzazioni Sindacali
e alla RSU negli scorsi mesi. È stato definito anche il Premio di
risultato relativo al 2003 che è stato fissato in 650 euro, cifra
raggiunta al termine della complessa trattativa che ha visto la
RSU e le segreterie provinciali di FIM FIOM UILM impegnate in una
non stop di due giorni che ha permesso di definire un'intesa più
che soddisfacente».
Molti altri i nuovi vantaggi per i lavoratori, che
oggi all'interno dell'azienda venegonese sono più di 1.800. Oltre
alla valorizzazione del part time per le donne in maternità, vi
è la possibilità che l'azienda sviluppi accordi con asili nido
della zona. Ma anche una particolare attenzione al sociale, con la
possibilità per i lavoratori di avere 8 ore di permesso
retribuito per coloro che abbiano genitori in gravi difficoltà.
Altri risultati anche nel campo della formazione professionale e
nella tutela del lavoro interinale con la promessa di valutazione
delle assunzioni da parte dell'Aermacchi in caso di
necessità.
Insomma, il buon momento dell'Azienda venegonese si vede anche
dall'accordo stipulato per i lavoratori. Gli stessi sindacati lo
definiscono cautamente un «momento di stabilizzazione dopo la
crisi», ma tutti sperano e confidano in una nuova crescita.
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