Lavoro
- Assemblea unitaria dei delegati per discutere
del rinnovo del contratto di lavoro. Maggior potere d'acquisto
dei salari, ma anche collaborazione con gli imprenditori per
rilanciare il settore
Tessile: i lavoratori
chiedono più soldi in busta paga
(5
marzo 2004) Il delegati sindacali del settore
tessile di Varese, Busto Arsizio, Malpensafiere, Magenta
e Ticino Olona si sono riuniti in assemblea unitaria per discutere
del rinnovo del contratto di lavoro. Il 25 febbraio scorso c'era
stato un primo incontro con le controparti datoriali, Smi e Ati,
ma l'incremento salariale di 92 euro richiesto dai delegati
sindacali, ha
ottenuto una controproposta inferiore di 15 euro. «Questa
differenza - scrivono i sindacalisti di Filtea-Cgil, Femca
Cisl e Uilta Uil - impedisce la tutela del potere d'acquisto
del salario dei lavoratori. Se si aggiunge che manca una
politica dei redditi e che l'aumento dei prezzi e delle
tariffe si è scaricato sui redditi da lavoro dipendente, il
quadro generale non è dei migliori. Noi abbiamo tenuto nel
corso della trattativa un atteggiamento responsabile ed
attento alle questioni poste dalle imprese, perché
consapevoli dell'importanza congiunta per sostenere il
settore».
In Lombardia il settore
tessile e abbigliamento conta 25 mila imprese e dà lavoro a
circa 200 mila persone, ma la congiuntura economica sfavorevole
unita al dumping economico, sociale e ambientale di alcuni
paesi ne condizionano negativamente la ripresa. Imprenditori e
lavoratori hanno così predisposto e sottoscritto un documento
comune con il quale si chiede alla Regione Lombardia di
sostenere alcune proposte e sollecitare in questo modo Governo
italiano e Unione Europea.
Tra le proposte: la costituzione di un osservatorio regionale
della moda, l'incentivazione dell'innovazione di processo e di
prodotto, la formazione e l'istruzione, azioni di
reinserimento lavorativo, rafforzamento e sostegno del sistema
di piccole e medie imprese, misure di incentivazione alla certificazione
di qualità e misure in campo energetico.
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