Varese
- Piena adesione alla manifestazione di Cgil-Cisl-Uil.
Sicurezza, devolution e linea economica del governo le altre
questioni cruciali dibattute dal sindacato
Tremila in piazza
contro la riforma delle pensioni
(26
marzo 2004) In piazza contro la riforma delle pensioni e
contro la linea economica del governo. Ma non solo. E' questo
il motivo dello sciopero generale di quattro ore indetto dalle
sigle sindacali Cgil-Cisl-Uil che hanno organizzato la fermata
dal lavoro per oggi, 26 marzo. Cortei e manifestazioni sono in
corso in tutte le città d'Italia e anche a Varese l'adesione
alla manifestazione sindacale è stata alta.
Tremila, secondo le prime stime dei sindacati, gli aderenti
alla manifestazione che a partire dalle 10 di questa mattina
si è snodata, partendo da Piazza Repubblica, per le vie del
centro cittadino. Un'adesione unitaria che ha portato in
piazza praticamente tutte le categorie. Ma, come anticipato,
non è stata solo la riforma delle pensioni del governo
Berlusconi a tenere banco tra i punti discussi dal sindacato
in questa giornata.
Tra i primi commenti, quello di Antonio
Correale della segreteria nazionale della Uil, a cui è stato
affidato il comizio finale: «Oltre alla riforma delle pensioni, la nostra
attenzione è focalizzata anche su altri temi caldi, come la
sicurezza, la politica dei redditi e sociale. Insomma qui in
piazza non si parla di televisione o di calcio, ma delle
questioni reali del paese: sviluppo e occupazione».
Secondo Ivana Brunato, segretaria provinciale della Cgil,
questa manifestazione «E' la ripresa di una mobilitazione
unitaria molto intensa, che coinvolge i lavoratori con una
piattaforma che non prevede solo la previdenza e le pensioni,
ma affronta anche altri punti dell'economia».
Secondo Gianluigi
Restelli, segretario della Cisl varesina «Questa manifestazione
segna una svolta dalla protesta alla proposta: di fronte alla
situazione attuale il sindacato non si fa mettere nell'angolo e fa
delle proposte al Governo, ribaltandone le priorità».
Una protesta che è
nazionale e locale insieme, per i problemi che investe: «Qui le
emergenze sono nelle industrie dell'alto varesotto, o nel settore
tessile - spiega Restelli - Ma se sono veri gli indicatori che ci
giungono è un brutto segnale anche il freno generalizzato agli
investimenti e la debolezza del settore dell'artigianato, che
costituisce gran parte del nostro tessuto produttivo»
Tra i partecipanti
anche i lavoratori della scuola, che lunedì vedranno, da lontano,
la partecipazione del loro ministro all'inaugurazione dell'anno
accademico dell'università dell'Insubria «Ma noi protestiamo
indipendentemente dal suo arrivo - Spiega Marinella Magnoni,
segretaria provinciale di Cgil scuola - Abbiamo infatti tutti i
motivi degli altri per protestare, ma anche qualcosa di più. Come
appunto la legge delega, e il rinnovo del nostro contratto scaduto
il 31 dicembre scorso, la cui trattativa si riapre in questa nuova
condizione».
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