Lavoro - Renzo Bellini, della segreteria nazionale, ha incontrato i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza della Cisl della provincia di Varese
Sicurezza sul lavoro: una questione politica, 
una scelta etica


(28.05.2007) C'è una legge moderna, imprenditori e sindacati sono sostanzialmente d'accordo sulla sua applicazione, c'è una sensibilità diffusa nella gente. Allora perché continuano a verificarsi incidenti sul lavoro? Una domanda semplice che diventa ancor più urgente in vista della preparazione, da parte del Governo, del Testo Unico in tema di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Renzo Bellini, della segreteria nazionale della Cisl, ha incontrato al collegio De Filippi i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza della Cisl Varese e Ticino Olona. Con lui, al tavolo dei relatori, una vasta rappresentanza della segreteria provinciale: Gianluigi Restelli, Luigi Maffezzoli, Sergio Moia e Lorenzo Todeschini. 
La preoccupazione del sindacato è evidente, perché se da una parte l'esigenza di semplificazione è richiamata dalla legge stessa, dall'altra c'è il rischio che venga interpretata come un'esigenza di totale deregulation del sistema. Le rls presenti non lo nascondono: il sospetto che si passi da un sistema di norme vincolanti ad un sistema di "buone pratiche", da un sistema di sanzioni coerenti a una depenalizzazione generale, è largamente diffuso.
«Se semplificazione vuol dire eliminare l'organicità della legge - spiega Bellini - bisogna stare molto attenti perché ci puo' essere un abbassamento delle tutele. La cosa più ambigua è però quel richiamo alla compatibilità delle norme alle caratteristiche gestionali dell'impresa, perché lascia trasparire che il discorso sicurezza puo' essere un freno per lo sviluppo. Questo è inaccettabile perché la sicurezza nei luoghi di lavoro va affermata a tutti i livelli, indipendentemente dalla struttura produttiva, nelle grandi aziende come nelle piccole e a livello nazionale. Nei casi di difficoltà si puo' decidere di aiutare le imprese in questo percorso anche con sistemi premianti».
Da una parte il macrosistema, fatto di imprese, di politica economica e di norme; dall'altra l'individuo, l'etica e le scelte personali. «Penso - conclude il segretario nazionale della Cisl - che in tema di sicurezza bisogna rafforzare la bilateralità e che questa vada  tradotta in azione coerente. Occorre una maggiore sensibilizzazione dei singoli manager e di chi prende certe decisioni che a volte seguono logiche tutte personali. La bilateralità in questo senso puo' servire molto perché porta al riconoscimento e all'assunzione di responsabilità. Ci sono aspetti, però, come le certificazioni, in cui il ruolo del pubblico deve rimanere tale e non puo' essere sostituito. Mi piace l'idea organizzativa che hanno messo in piedi qui a Varese e concordo sul fatto che occorre dare un senso politico a questa questione».

Michele Mancino
economia@varesenews.it


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