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Varese
- "Testimonianze in diretta" al seminario della
Compagnia delle Opere. In cattedra Stefano Venturi,
amministratore delegato di della Cisco Sistems Italia e altri
Investire in
capitale umano è la ricetta del successo
(28.05.2007)
Organizzazione impeccabile, ospiti importanti, pubblico non
numerosissimo ma attento per il primo appuntamento del seminario
organizzato dalla Compagnia delle Opere dedicato al tema
"Investire in capitale umano".
«Come la Hewlett-Packard presso cui lavoravo in precedenza, la
Cisco è nata dal bacino californiano dell'Università di Stanford"
ha spiegato il primo dei relatori, Stefano Venturi,
amministratore delegato e vicepresidente di Cisco Systems Inc.
per l'Italia.
«Si tratta di aziende
che investono molto sul proprio capitale umano, senza temere che
questo, una volta formato, prenda il volo per altri lidi. Come
regola, alla Cisco ci informiamo e studiamo ciò che i dipendenti
desiderano, oltre allo stipendio, beninteso».
Qualche considerazione
sulla rivoluzione portata da Internet: «La rete è un grande
disintermediatore, nel senso che elimina gli intermediari tra
l'utente e una marea di informazioni che prima erano di
difficilissima accessibilità. Questa disintermediazione si è
rivelata una affare enorme e un vantaggio competitivo
irrinunciabile, oltretutto a costi modesti, e tutti si sono buttati
sulla tecnologia. Perché, poi, tanti sono falliti ai primi accenni
di crisi? Semplice: perché avevano sì acquisito la tecnologia,
subendo dei costi, ma non avevano affatto cambiato i propri processi
produttivi in parallelo al cambiamento di paradigma tecnologico.
L'investimento nel capitale umano è cruciale. Ai lavoratori bisogna
dare tre cose: l'orgoglio e il senso d'appartenenza all'azienda, la
formazione, una paga adeguata».
Stefano Sappa di SBS ha poi raccontato la (breve) storia
dell'azienda, basata a Miasino nel Vergante: «Siamo nati 10 anni
fa, non dall'idea di produre qualcosa di specifico ma dall'idea di
creare un'impresa. Ora vendiamo due milioni e mezzo di pezzi
all'anno e siamo secondi in Italia per accessori da telefonia
cellulare venduti, con punte di eccellenza per le batterie e gli
apparati viva voce. Nella costruzione delle conoscenze lavorative
identificherei quattro fasi succesive: istruzione, formazione,
addestramento ed educazione. Ma, badate, nessun imprenditore può
pretendere che i propri dipendenti crescano e si formino se non è
capace lui stesso di crescere e cambiare. Noi abbiamo alcuni
dipendenti davvero formidabili, un esempio è un nostro operaio
saldatore che si ingegna costantemente per migliorare il processo
produttivo, con la semplice motivazione che lui cerca sempre il modo
migliore di fare le cose. E' chiaro che persone così sono una
risorsa. Del resto già Plinio il Vechio diceva che l'uomo, alla
nascita non sa fare altro che piangere: tutto il resto lo impara.
Per cui, o si continua ad imparare, o non ci resta che piangere».
Daniele Giani,
presidente di City Service: «Bisogna volere fortemente qualcosa
per raggiungere dei risultati. In base a questa filosofia risulta
fondamentale motivare i dipendenti in modo che scoprano pienamente
il significato e l'importanza del loro lavoro. Un altro concetto
chiave è quello della responsabilità individuale; se un lavoratore
non ne ha una precisa, gli deve essere affidata, altrimenti svicola
e resta demotivato, e quindi improduttivo. Noi puntiamo sulla
capacità delle persone di cambiare».
A chiusura degli interventi Paolo Fumagalli ha rimarcato come
centrale nella vita di ognuno sia la figura del maestro, di colui
che insegna: «Oggigiorno il problema non è la voglia di imparare,
è quella di insegnare».
Alla fine
dell'incontro abbiamo avvicinato Stefano Venturi: «Sono un
manager specializzato in gestione delle risorse umane, una
specializzazione fin troppo rara. Dopo aver lavorato all'Olivetti mi
sono impiegato alla HP, ad altre aziende ancora, quindi sono stato
dirigente per il Sud Europa della Sun Microsystems e infine della
Cisco per l'Italia. In questo tempo ho studiato il modo migliore di
gestire il capitale umano in azienda, scoprendo che la motivazione
si costruisce in molti modi, e lo stipendio non ne è la sola
componente. Quanto al mercato del networking, Cisco detiene ancora
dal 70 al 90% del mercato dei router (gli apparati elettronici che
tengono interconnessa l'intera Internet grazie all'utilizzo del
protocollo aperto IP, ndr). Il 20% degli investimenti è per ricerca
e sviluppo».
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