Varese - L'edilizia il settore più esposto al rischio infortuni. I sindacati (Fillea-Cgil, Feneal-Uil, Filca- Cisl) lanciano l'allarme con un presidio dimostrativo nel centro della città
La morte nei cantieri colpisce a mezzogiorno


(28.05.2007) Un palloncino colorato, un manichino sorridente e imbragato, un ponteggio carico di bandiere del sindacato. Sembra un luogo di festa il presidio di piazza Monte Grappa, organizzato dagli edili di Cgil, Cisl e Uil. Eppure basta girare l’angolo e leggere i dati degli infortuni nei cantieri, appesi in bella vista sui muri dei lussuosi palazzi del centro, per capire che si è di fronte ad una vera e propria tragedia: 215 morti in Italia nel 2003, 40 in Lombardia e 6 a Varese. L’ultimo, un ragazzo marocchino di 22 anni, se ne è andato due settimane fa a Cremenaga, schiacciato da un carico di mattoni. 
La morte che arriva in cantiere è precisa: bada ai giorni, ai mesi e persino alle ore in cui presentare il conto. Colpisce quasi sempre all’ora di pranzo, meglio se un lunedì o un venerdì, nel mese di maggio e di settembre. 
Sono 370 i lavoratori che hanno riportato lesioni e inabilità permanenti, tutti uomini. Non ci sarebbe altro da aggiungere, se non che il settore edile rappresenta oggi l’avanguardia del sindacato. Una sorta di viaggio nel passato rivendicativo dei diritti primari, quello raccontato da Vasco Pratolini in "Metello", perché cio’ che è acquisito per gli altri lavoratori, nell’edilizia subisce la distorsione della particolarità di un lavoro da sempre sottoposto ad una flessibilità crudele e tuttavia considerata “naturale”, al ricatto della precarietà, al florilegio di microimprese e alla frammentazione eccessiva delle fasi di lavorazione. I cantieri sono una babele di subappalti, referenti e negli ultimi anni anche di lingue. In provincia di Varese i lavoratori immigrati iscritti alla cassa edile sono circa 2000,  il 30 per cento del totale. Sono per la maggior parte magrebini, romeni e albanesi, che, anche quando regolarizzati, spesso subiscono forme di sfruttamento sottili, come il mancato riconoscimento delle professionalità, ad esempio capomastri che lavorano con contratti da manovale. 
«Sono i lavoratori più fragili e i più esposti al rischio – dice Simona Ghiraldi, segretario della Fillea Cgil – e gli ultimi due gravi incidenti ne sono la riprova. Non parliamo poi dei lavoratori in nero. L’altissima  frammentazione del settore, la forte crescita del numero delle imprese, quasi tutte piccolissime, fa sì che il fenomeno sfugga al controllo delle associazioni datoriali. Oggi quando gli ispettori vanno nei cantieri, e non parlo dei funzionari dei sindacati, ma di quelli degli enti preposti, devono combattere contro figure intermedie che impediscono e ostacolano i controlli. Un brutto segno del clima di impunità che stiamo vivendo».

Mediamente un lavoratore edile cambia azienda tre volte all’anno e rimane disoccupato per tre mesi. «Nonostante la sensibilità dimostrata dalle parti sociali – spiega Antonio Massafra, della Feneal Uil - nell’80 per cento dei cantieri assistiamo al fenomeno dei subappalti a cascata, fenomeno che è indice di regressione, perché rende difficoltosi i controlli e allenta le garanzie per il lavoratore. Il risultato è che tutti gli anni abbiamo mediamente 1500 infortuni nei cantieri e da questa cifra non ci si sposta. E pensare che noi avevamo anticipato la legge 626 di almeno dieci anni, perché nel 1984 avevamo capito che la via da battere era quella della prevenzione». 

La sicurezza viene percepita come un costo inutile, il nocciolo del problema, secondo Silvio Baita della Filca-Cisl, è tutto qui. «Le imprese devono considerare la sicurezza come un costo necessario e dovuto - dice il sindacalista della Cisl-. Non si puo’ fare competizione sulla pelle dei lavoratori, è per questo motivo che la sicurezza ha un costo che non puo’ essere contrattato al ribasso. Inoltre bisogna contrastare il depotenziamento dei controlli e sfruttare meglio le nuove tecnologie per incrociare i dati della cassa edile, dell’Inail e dell’Inps».



Michele Mancino
michele@varesenews.it


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