Angera - Lo ha disegnato uno studente del liceo artistico di Busto Arsizio e lo ha realizzato un artigiano orafo di Albizzate 
Un nuovo gioiello per la famiglia Borromeo 
tutto made in Varese


(28.05.2007) Uno studente, un artigiano orafo e un gioiello. Esattamente in quest'ordine: l'idea, il realizzatore e il prodotto. Un ciclo perfetto la cui conclusione è possibile ammirare in una teca nelle sale della Rocca Borromeo di Angera, dov'è ospitata la mostra "Oro e Fiori". Si tratta di un gioiello in oro bianco con incastonato un rubino realizzato dall'orafo Riccardo Visentin su disegno di Marco Merenda, diciassettenne studente del liceo artistico Paolo Candiani di Busto Arsizio e vincitore del concorso il "Gioiello per la rocca". Il gioiello, del valore di tremila euro, è stato donato dall'orafo e dall'Associazione artigiani alla famiglia Borromeo.
«Appena ho visto il disegno realizzato da Marco - racconta Visentin, che è anche capogruppo orafi dell'Associazione artigiani - ho capito che lì c'era una bella intuizione, perché il ragazzo aveva colto l'essenza del gioiello». L'ispirazione al giovane designer è venuta guardando un fiore. «Lo spunto - spiega Marco - me lo ha dato una magnolia. L'ho guardata e ho cercato di semplificarne le forme, anche se rimanevano delle difficoltà legate ad alcuni anelli di congiunzione. È stato bello il confronto con l'artigiano e sono rimasto sorpreso per l'utilizzo di materiali e tecniche innovative».
(sopra: Marco Merenda, vincitore del concorso )

Un compito non facile, dunque, quello di Visentin che doveva intrecciare tre cerchi per realizzare la forma pensata da Marco. «Ho dovuto mettere tutti i miei 25 anni di esperienza per ottenere questo risultato - spiega l'orafo - servendomi anche delle nuove tecnologie, computer e cad in testa, oltre a resine particolarissime, materiali di cui faccio ormai uso da tempo. Mi sono reso conto, andando alle fiere all'estero, che i concorrenti asiatici conquistavano fette di mercato perché lavoravano sulla qualità e per farlo avevano investito moltissimo nell'innovazione del processo produttivo. I prototipi, grazie all'utilizzo di queste tecnologie, sono di una precisione e di una qualità incredibili. Inoltre l'utilizzo dell'informatica ci consente di presentare virtualmente il gioiello al cliente con tutte le varianti possibili, abbattendo di molto i tempi e i costi di realizzazione. Affidarsi alla tecnologia non è un passo semplice, perché richiede uno scarto culturale notevole, ma è necessario se vuoi rimanere competitivo sul mercato».
Oggi i clienti di Visentin sono i suoi stessi colleghi e i suoi prototipi se la giocano alla pari con quelli degli orafi orientali. 

(foto, lo staff di Riccardo Visentin Goielli. Da sinistra: Riccardo Visentin, creative designer, Simonetta Guglielmo e Simone Zaccara, cad designer)

Michele Mancino
michele@varesenews.it


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