Varese
– Il bilancio tracciato dall'ispettorato del lavoro dà la
maglia nera all'edilizia. Non stanno meglio pubblici esercizi,
istituti di vigilanza e case di riposo
Un anno di lavoro nero, minori e
orari impossibili
(30 settembre) Su
36 cantieri edili ispezionati, 35 sono irregolari. Ponteggi
ballerini, norme di sicurezza considerate optional e
lavoratori extracomunitari in nero, in media due per cantiere.
Questa è solo una delle tante facce negative del lavoro in
provincia, perché il bilancio delle attività dell'anno
passato, fornito dall'Ispettorato del lavoro, è più vario che
mai. A far buona compagnia al settore delle costruzioni,
infatti, c'è anche quello degli esercizi pubblici, dove è più
presente il fenomeno dei lavoratori minorenni non i regola (49
casi), delle cliniche private, dove sono stati scoperti
lavoratori, quasi tutti clandestini polacchi e romeni,
impiegati come infermieri professionali nonostante fossero
sprovvisti di qualsiasi titolo, e delle agenzie che si
occupano della distribuzione di volantini pubblicitari.
In totale i lavoratori in nero segnalati sono stati 910, di
cui 102 extracomunitari. Per 31 di loro è scattato il decreto
di espulsione.
Menzione particolare, ma non di merito, agli istituiti di
vigilanza privata a cui sono state contestate numerose
infrazioni di carattere amministrativo e penale (per 596 mila
euro di sanzioni) . «Un dato che deve far riflettere - spiega
Giuseppe Capuano, del nucleo carabinieri dell'ispettorato del
lavoro – è quello dei turni massacranti che devono
affrontare le guardie giurate. Si arriva fino a 13 e anche a
14 ore di lavoro al giorno. In un caso abbiamo scoperto che
una guardia arrivava fino a 16 ore giornaliere e in 5 mesi
aveva fatto solo 7 giorni di riposo». Stesso discorso per molti lavoratori dell'indotto di Malpensa.
La maggior parte delle ispezioni (il 90 per cento) si è
concentrata nel sud della provincia, nel triangolo industriale
formato da Gallarate, Busto Arsizio e Castellanza, dove è
più alta la concentrazione di aziende. L'ispettorato puo'
contare sul lavoro di 18 ispettori, a cui si devono aggiungere
due carabinieri. Un organico che, secondo il direttore Renato Buonomo,
necessita di almeno 30 persone in più. Se si tiene
conto che le aziende in provincia di Varese sono circa 60
mila, la sproporzione si traduce per gli ispettori in un
lavoro imponente. Nonostante ciò, nel 2003 gli interventi
sono stati circa 1200, 495 i reati segnalati alla magistratura
e 2 mila gli illeciti amministrativi sanzionati, quasi 3 i
milioni di euro di contributi recuperati. «Una voce interessante – spiega Luigi Nappa – sono le
prescrizioni pagate in sede amministrativa (237 mila euro ndr),
cioè una volta segnalato il caso alla magistratura queste
persone si attivano nel tempo che gli viene dato per sanare
la loro posizione. Inoltre, nell'anno del disabile, ci si è
attivati per far applicare con maggiore puntualità la
normativa riguardante l'assunzione dei lavoratori portatori di
handicap nelle quote previste dalla legge».
«È stato un lavoro di grande collaborazione- ha concluso il
direttore dell'Ispettorato, Renato Buonuomo-, con i
carabinieri, l'asl, la questura, l'inail, l'inps e i
sindacati. Adesso per i nostri uffici c'è all'orizzonte un
progetto di unificazione delle due sedi (quella di via
Staurenghi, adibita alle vertenze, e di via Adamoli ndr), di
cui mi sto occupando personalmente. Abbiamo già individuato i
locali adatti e penso che entro la fine dell'anno si potrà
concretizzare».
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