Bruxelles – CNA tra i promotori di una risoluzione accolta dal Parlamento UE
Industria tessile: l'Europa scende in campo contro la "pirateria"

(9 febbraio 2004) E’ una vittoria importante quella appena messa a segno da FEDERMODA CNA, che con le associazioni di rappresentanza del tessile abbigliamento europeo ha più volte sollecitato le istituzioni della UE ad adottare misure immediate necessarie a arginare una crisi ormai disastrosa del settore tessile-abbigliamento, una crisi destinata ad aggravarsi a causa dall'imminente eliminazione dei contingenti alle importazioni, fissata per il 2005.

Proprio sotto queste sollecitazioni, l’Unione Europea è scesa in campo in difesa del settore tessile abbigliamento, con una risoluzione del parlamento europeo varata nei giorni scorsi nella quale si invita la commissione a definire un programma comunitario dotato di mezzi adeguati a vantaggio soprattutto delle pmi.

Con questa risoluzione, il Parlamento Europeo esorta maggiori controlli doganali contro pirateria e contraffazione, la destinazione di risorse dei fondi strutturali per far fronte alle difficoltà immediate delle imprese, una riforma dei meccanismi di difesa commerciale e delle formule di protezione per la produzione, nel caso di entrata massiccia di prodotti di paesi terzi che danneggino l'industria tessile europea.

Importante, nel testo, anche l'introduzione di una etichettatura che consenta ai consumatori di conoscere l'origine dei prodotti in maniera non discriminatoria. «Si tratta di un atto fortissimo e senza precedenti a difesa di un comparto che rappresenta nell'Unione 177.000 imprese - spiega Dino Trezza responsabile provinciale di Federmoda Cna - un settore che nella Ue allargata darà lavoro a 2,7 milioni di persone, con una elevata percentuale di manodopera femminile». Un settore che però, ricorda la stessa risoluzione, a partire dagli anni '90 ha perduto 850.000 posti di lavoro e migliaia di imprese. La commissione, da parte sua, ha espresso preoccupazione per un comparto che, «riveste per l'Unione una rilevanza strategica, con grandi potenzialità per il futuro» come si legge nella risoluzione.

Per uscire dalla crisi del settore si tratta quindi, secondo la commissione, di sostenere ricerca e sviluppo, attraverso l'introduzione di nuovi incentivi e promuovendo le azioni integrate che favoriscano la Pmi, attuare misure per rafforzare la tutela della proprietà intellettuale e una lotta dura alla pirateria e contraffazione. Sul fronte dei controlli, invece, oltre al rafforzamento delle ispezioni doganali, si chiede di incoraggiare e assistere i produttori affinché costituiscano una rete di vigilanza e informazione per identificare la provenienza dei prodotti contraffatti. La difesa dall'invadenza di manufatti dei paesi in via di sviluppo, una etichettatura che consenta anche di identificare i beni prodotti rispettando i diritti del lavoro, il tema della tracciabilità e il marchio Made in Ue, completano il quadro che il parlamento ha voluto disegnare per la commissione e il consiglio europeo.

«Sono stati accolti tutti i temi sui si è basata la lotta condotta dal settore negli ultimi anni - commenta Trezza - abbiamo finalmente ricevuto un messaggio chiaro che riconosce il valore del tessile-abbigliamento nell'economia europea. Auspichiamo ora che questi indirizzi tracciati dal parlamento siano resi al più presto operativi».


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