Caravate
- Otto ore di fermata dal lavoro per i 320 dipendenti dello
stabilimento. Tra le questioni dibattute il premio di
risultato e la situazione dell'azienda
Ancora scioperi e
presidi alla Inda
(27
febbraio 2004) Sciopero di otto ore alla Inda di Caravate,
azienda produttrice di oggettistica da bagno. Questa mattina i
dipendenti della fabbrica e gli impiegati, in tutto 320
persone, si sono astenute dal lavoro. «Protestiamo contro
l'ipotesi dell'azienda di non riconoscerci il pdr, vale a dire
il premio di risultato che ci spetta in busta paga per il
lavoro realizzato nel 2003 - spiega Umberto Bicelli, delegato
sindacale della Fiom CGIL - . Si tratta di una contrattazione
di secondo livello che prevede il riconoscimento di standard
qualitativi e di produttività che ammontano a 350 euro in
più in busta paga per ciascun dipendente».
A mettere sul piede di guerra i dipendenti della Inda anche la
situazione in cui versa l'azienda. Nel primo periodo dell'anno
i fatturati sarebbero in diminuzione del 25 per cento, oltre
al grave stato di crisi che ha portato alla diminuzione dei
lavoratori, un'ottantina in tutto, per i quali vennero fatti
scioperi nel novembre del 2002.
Da quando si è aperta quest'ultima vertenza in tutto sono
state fatte 9 ore di sciopero, anche se dal sindacato fanno
sapere che la mobilitazione continua. «A breve avremo un
tavolo di confronto con la proprietà, alla sede dell'Unione
Industriali, per discutere della questione - ha concluso
Bicelli».
Oltre a Caravate, la Inda comprende altri impianti tra
Pagazzano, in provincia di Bergamo dove si producono box
doccia e lavorano 120 operai, oltre a quello di Olmi, in
provincia di Treviso, dove è presente una produzione di
mobili per bagno.
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