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Milano
- La 626 rimane spesso inattuata, i sindacati si
incontrano per rilanciare la questione sicurezza
Gli infortuni sul lavoro aumentano, la prevenzione è sempre
meno un obbligo
(28.05.2007) Applicare
la 626 e farla rispettare: è questo il tema dell’assemblea
organizzata da Cgil, Cisl e Uil, nella mattinata del 28 aprile al
Teatro delle Erbe di Milano. Alla presenza di Guglielmo Epifani,
segretario generale Cgil, i rappresentanti dei lavoratori per la
sicurezza (RLS) vogliono ribadire la piena attuazione del modello
partecipativo promosso dal decreto legislativo 626/94. L’intento
è quello di ribadire il rafforzamento del ruolo degli Rls e
rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno svolgimento delle
loro funzioni di soggetti attivi per la prevenzione degli infortuni
e della salute nei luoghi di lavoro. Questo impegno verrà
rilanciato anche nella nona giornata internazionale dedicata alle
lavoratrici e ai lavoratori infortunati sul lavoro promossa dalla
Confederazione internazionale dei sindacati liberi.
(Nella
tabella sopra, i dati provinciali Inail, in fase di consolidamento,
dell’anno 2003 relativi a Industria, Servizi e Agricoltura).
Per i sindacati il
decreto 626 resta fondamentale, sebbene la nuova legge delega per il
riassetto normativo in materia di salute e sicurezza sul lavoro,
insieme con politiche di governo non coerenti con le strategie
europee, tendano a vanificare il sistema sanzionatorio e a limitare
l’attività di vigilanza, mirando a sostituire norme vincolanti
con buone pratiche e norme volontarie.
Il fenomeno infortunistico in
Lombardia rimane grave e tende a peggiorare: secondo i dati Inal gli
infortuni, in termini assoluti, sono in forte aumento (+5,8%) se
comparati con l’andamento generale dell’occupazione regionale
(+0,8%). Una nota positiva riguarda invece gli incidenti mortali
scesi dai 225 del 2002 ai 218 dello scorso anno (-3,2%).
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