Varese - Stipulata una convenzione tra l'associazione piccole e medie imprese e Villa Recalcati per favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro 
Api e Provincia insieme per "trovare" lavoro 
e lavoratori


(28.05.2007) Forse non sarà la prima in Italia, ma la convenzione stipulata tra Api (Associazione piccole e medie imprese) e Provincia di Varese, secondo Luigi Garavaglia, presidente dell'associazione, apre una via importante nelle relazioni tra imprese e istituzioni. L'accordo prevede la realizzazione di un servizio di pre-selezione del personale per le aziende associate all'Api Varese. Questo servizio, che servirà a fare incontrare domanda e offerta di lavoro sul territorio, utilizzerà la struttura degli 8 centri per l'impiego della Provincia e la loro banca dati. La nuova convenzione interesserà circa mille piccole imprese, che hanno in media un ventina di addetti ciascuna.
Il meccanismo è semplice: l'azienda segnala direttamente all'ufficio dell'Api più vicino la propria richiesta, che verrà a sua volta girata ai centri per l'impiego che inizieranno così la pre-selezione del personale. Si tratta di un concetto di rete improprio, perché la parte informatica sarà solo di supporto. Non saranno incrociate le banche dati elettroniche tra le due strutture e si utilizzerà per la pre-selezione una metodologia classica. Gli operatori dei centri per l'impiego, infatti, faranno interviste dirette per valutare i requisiti dei lavoratori sulla base dei profili richiesti dalle aziende. 
Quello firmato a Villa Recalcati - come ha ricordato l'assessore Andrea Pellicini - è un accordo che rispecchia la nuova riforma del mercato del lavoro, che richiede ai diversi attori sul territorio, privati e pubblici, collaborazione e modalità operative comuni. «Oggi è toccato alla provincia - ha spiegato Luigi Garavaglia - domani potrebbe toccare alla Regione. La ricerca di personale deve essere mirata, perché quando uno mi parla di un saldatore mi ha detto tutto e non mi ha detto nulla. È vero che le aziende hanno bisogno di giovani e che questi vanno stimolati con un'offerta qualificata e vanno allevati in azienda, ma è altrettanto vero che c'è bisogno di lavoratori maturi che sappiano cos'è il lavoro e ne conoscano profondamente i processi. Mai come in questo momento per le imprese è importante lavorare in rete, in Veneto questo è già avvenuto e ha creato situazioni interessanti e noi non possiamo perdere più tempo».
Quella di Enrico Ottolini è invece una preoccupazione cha va oltre la questione del mercato del lavoro. «Spesso dai dati fuoriesce un quadro in cui non mi riconosco. Siamo al minimo storico della disoccupazione, eppure la ristrutturazione non riguarda più solo le grandi aziende, che una volta erano il bacino da cui si travasava manodopera verso le piccole e medie imprese. La ristrutturazione riguarda tutti. Siamo nel paese del Bengodi o siamo in crisi? Penso che questo territorio debba rimettere in piedi una classe media, obiettivo che si puo' raggiungere solo innovando e facendo sistema».


Michele Mancino
michele@varesenews.it


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