Cassinetta di Biandronno - Incontro della Embraco con i dirigenti Whirlpool Europe e manifestazione davanti ai cancelli Whirlpool
Il comparto italiano del freddo trema: a rischio anche una collegata torinese di Whirlpool


(1.4.2004)  Il settore Whirlpool del "Freddo", quello legato cioè alla produzione dei frigoriferi oggi ha ricominciato a tremare. In mattinata sono arrivati a Cassinetta due pullman da Torino, o meglio da Riva di Chieri, con lo scopo di  incontrarsi con i vertici dell'azienda e di denunciare la loro situazione. Sui due pullman c'era una delegazione della Embraco, una società collegata a Whirlpool che produce compressori. 
Lo stabilimento di Riva di Chieri è l'ultima sede ancora aperta di questa azienda: quelle di Torino e di Cassinetta sono già chiuse a favore dell'ampliamento di Riva di Chieri. Ora a Riva di Chieri lo stabilimento è utilizzato per meno del 40% della sua superficie, e ci sono di fatto solo due linee di produzione. 

«L'Embraco aveva oltre 2000 dipendenti, ora siamo arrivati a 1032 - spiega Piero Passarino, della Fiom di Torino - Una volta facevamo  i compressori per tutti i frigoriferi Whirlpool (i compressori sono per i frigoriferi quel che il motore è per le auto, N.B.) per un totale di circa 7 milioni di pezzi all'anno. Ora la maggior parte di questi viene prodotta in Slovacchia: noi produciamo solo i compressori di bassa gamma».
Quello che sta facendo la Embraco è un percorso che Cassinetta ha già conosciuto: «Fino al 1995-96 i compressori li producevamo qui, ed erano anche uno dei nostri fiori all'occhiello - spiega Guglielmo Sonno, rappresentante della RSU Whirlpool di Cassinetta -
Poi è stato spostato tutto alla Embraco per motivi di razionalizzazione aziendale. Qui è rimasta solo la nostra divisione dei motori elettrici: anche l'azienda di qui ha preso il nome di Embraco, ma per noi era sempre la Whirlpool: sta dall'altra parte della strada, ma è collegata allo stabilimento principale da un tunnel... non c'era differenza. Nel 2001 è chiusa però anche questa sede, dicendo che si concentrava tutto a Riva di Chieri»

Gli "spostamenti", ora, portano tutti nell'Europa dell'est: in quei paesi che prima erano il terzo mondo di casa nostra e tra una manciata di settimane faranno parte a pieno titolo della UE. La produzione dei frigoriferi Whirpool, del resto, è già stata spostata parzialmente in Polonia, dove la Whirlpool Europe ha acquistato la Polar due anni fa. 

«Siamo andati in Polonia a vedere la Polar, l'azienda che Whirlpool ha acquisito due anni fa: è grande come la nostra, fa frigoriferi uguali ai nostri - spiega Sonno - Si tratta di vera e propria concorrenza interna. Che però, se viene fatta sui costi, è persa in partenza: lì un operaio guadagna 300 euro al mese. Quelli che lavorano sui compressori in Slovacchia poi ne guadagnano addirittura 200-250, in una azienda che è passata in due anni da 0 a 2 milioni di pezzi, contro il milione di pezzi che la nostra fabbrica di Napoli produce, pur avendo 50 anni di vita».

Se così è per la casa madre, minori speranze sembrano delinearsi per l'Embraco, che è controllata da Whirpool ma non ha legami diretti con la direzione europea: «Dal punto di vista formale, noi siamo solo lontani cugini: Embraco infatti dipende da Whirlpool corporation, la casa madre da cui dipende anche Whirlpool Europe, ma attraverso Brasmotor, una società brasiliana collegata - spiega Ferdinando Lignano, direttore delle relazioni sindacali di Whirpool Europe - Così, Whirlpool Europe non ha una relazione diretta con Enbraco. O meglio, una relazione diretta ce l'ha, ma come fornitore: Whirlpool Europe è cliente di Enbraco, come però lo è la Zanussi per esempio, che è nostra concorrente. Embraco perciò ha una ragione di vita indipendente da noi».Come dire: non siamo noi la vostra riserva d'ossigeno. Siete sul mercato, anche se le nostre collegate hanno una percentuale importante nella proprietà della vostra società. 

Ricapitolando: in Polonia e Slovacchia nascono industrie "gemelle" rispetto a quelle italiane; i compressori fatti in Italia sono quelli che valgono meno con evidente contraddizione di spesa, visto che vengono realizzate dai lavoratori che costano di più; all'Embraco diminuiscono i lavoratori, la Whirpool Europe si smarca da relazioni che non siano di pura fornitura: pur senza rendere esplicito nulla, il quadro che si delinea sembra decisamente sconfortante per il destino della produzione di frigoriferi italiana in Whirlpool. «E meno male che adesso produciamo i costosi e bellissimi side-by-side, che rappresentano metà della nostra produzione - spiegano i lavoratori di Cassinetta -  E' su quel tipo di lavoro che l'occupazione a Cassinetta resiste».

Ma se il freddo trema, il caldo non ride: «I pezzi per le cucine fino ad oggi li abbiamo fatti solo noi: produciamo un milione e mezzo di pezzi all'anno - continua Sonno -  Ora invece sappiamo che la proprietà sta cercando una azienda nei paesi dell'est, sembra in Polonia, per produrre componenti per le cucine» 

Una notizia parzialmente confermata dalla stessa direzione dell'azienda, venuta ad incontrare la delegazione della Embraco: «Stiamo in effetti valutando l'acquisto di un insediamento in paese dell'est, di cui però non possiamo ancora confermare l'ubicazione - spiega Gaetano Bartolone, direttore delle relazioni sindacali a Cassinetta -  quello che verrà realizzato lì però sarà un prodotto che qua non c'è: si tratta di prodotti di cottura di bassa gamma, che rispondono a d una specifica richiesta del mercato ma che fino ad ora non avevamo».

Insomma, ciò che verrà prodotto nell'Europa dell'est è una integrazione, non una sostituzione di ciò che viene prodotto qui: «C'è ancora molto da fare in Italia» rassicura noi ei i lavoratori Lignano.  Intanto però, Evasio Novarese,  megamanager del comparto refrigerazione di Whirlpool Europe non era presente a Cassinetta durante lo sciopero perchè in Polonia ad inaugurare un nuovo stabilimento.


Stefania Radman
stefania.radman@varesenews.it


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