Varese
– In versione integrale
Documento finale
dell'assemblea CISL di Varese
I delegati presenti
all’assemblea programmatica ed organizzativa della Cisl di
Varese, riuniti a Varese il 25 settembre 2003, approvano le
relazioni introduttive tenute rispettivamente dal Segretario
Generale e dal Segretario Organizzativo, con gli arricchimenti
pervenuti dal dibattito che, nel suo complesso, ha apprezzato
e condiviso le tracce di discussione presentate dalla
Confederazione.
I delegati di Varese in
particolare, per quanto attiene la parte programmatica degli
orientamenti confederali, condividono l’attenzione ai temi
della globalizzazione, riconfermando il giudizio espresso
nell’ultimo congresso confederale, che impegna
l’organizzazione a contrastarne gli effetti perversi, per
liberarne tutte le potenzialità di sviluppo e di crescita
della giustizia e della libertà per tutta l’umanità,
affermando un’etica ed una politica che globalizzi, con
l’economia, diritti democrazia, solidarietà, partecipazione
civile.
L’Europa gioca in questa
direzione un ruolo strategico, anche grazie alla propria
esperienza di progressiva riunificazione e coesione interna,
sulla base di un modello che cerca di coniugare le esigenze
del mercato con quelle della coesione sociale, tramite
adeguate politiche di welfare, di partecipazione e di dialogo
sociale.
E’ quindi vitale, anche per
il sindacato, rafforzare questo processo, sostenendo
l’allargamento ed il ruolo politico dell’Unità Europea,
l’introduzione di una costituzione attenta ai diritti civili
e sociali e tesa ad allargare gli spazi del processo
democratico interno, l’allargamento degli spazi di
partecipazione dei lavoratori e del dialogo sociale, gli
orientamenti espressi a Lisbona, perché l’Europa difenda la
competitività del suo sistema produttivo tramite uno sviluppo
sostenibile attento alle esigenze dell’ambiente, della
sicurezza e qualità del lavoro, dei processi di formazione e
informazione.
Questa strategia va difesa
contro quelle forze che hanno invece, nei fatti se non
dichiaratamente, una visione minimalista dell’Europa ed
improntata al liberismo, al ridimensionamento delle stato
sociale, al contenimento degli spazi politici per la società
civile ed il sindacato, come è stata e pare tornare ad essere
anche la politica del governo italiano.
L’assemblea organizzativa
della Cisl di Varese valuta pertanto tempestiva e necessaria
la manifestazione convocata dalla CES a Roma il 4 ottobre
prossimo, in occasione dell’apertura dei lavori della
conferenza inter governativa europea, per la difesa del
“modello sociale europeo” - in particolare sviluppo,
occupazione e pensioni - e di una carta costituzionale che lo
sancisca solennemente.
L’assemblea programmatica e
organizzativa della Cisl di Varese invita pertanto tutti gli
iscritti e i delegati alla più ampia partecipazione.
La strategia di affermazione
del modello sociale europeo conferma la correttezza delle
politiche sindacali della Cisl, richiamate nella loro
organicità dalle tracce di discussione per l’Assemblea
programmatica ed organizzativa.
In particolare conferma
l’orientamento alla ricerca costante di un equilibrio tra le
ragioni della competitività di impresa e di sistema e quelle
dello stato sociale, della coesione sociale, della promozione
di un lavoro di qualità, il tutto dentro un processo di forti
cambiamenti ed innovazioni prodotte dalla globalizzazione dei
mercati e dallo sviluppo tecnologico.
E’ l’orientamento
riformista, proprio della migliore tradizione del sindacalismo
italiano, che non demonizza i processi di innovazione e di
riforma, né gli schieramenti politici che li propongono, ma
ne cerca all’interno le convenienze per il movimento dei
lavoratori, ed in primo luogo dell’occupazione,
contrastandone la deriva liberista, ma non sottraendosi alla
responsabilità di formulare proposte sulla base della propria
autonomia e degli interessi rappresentati
Con questa lente va guardato
il confronto con il governo e le controparti imprenditoriali,
apertosi nell’autunno del 2001, che ha portato a conflitti
durissimi, ma anche ad accordi importanti per la tutela degli
interessi dei lavoratori, come quello del 5 luglio 2002, su
cui occorre tenere alta l’attenzione perché non venga
svuotato nella sua traduzione legislativa.
Analogamente vanno valutate
le rotture con la Cgil, in particolare nella categoria dei
meccanici, che l’Assemblea programmatica e organizzativa
della Cisl di Varese auspica possano essere recuperate al più
presto, nell’ambito di un confronto anche serrato, a partire
dalla piattaforma unitaria sulla difesa delle pensioni, dal
giudizio negativo comune sulla finanziaria che il governo si
appresta a presentare al parlamento, dall’auspicabile sforzo
per trovare una posizione condivisa sui temi del mercato
del lavoro, in particolare la conquista di uno statuto dei
lavori che integri l’attuale statuto dei lavoratori,
l’estensione degli ammortizzatori sociali, il miglioramento
del decreto attuativo della legge 30/03 (la “legge Biagi”
per la riforma del mercato del lavoro) in sede di accordo
interconfederale e dei successivi recepimenti contrattuali
La
strategia della Cisl ha uno snodo importante
nell’articolazione territoriale, che precede ed accompagna
le politiche di decentramento istituzionale e federaliste in
atto, con effetti importanti nelle politiche dello sviluppo,
in quelle del welfare ed in quelle del mercato del lavoro.
L’articolazione
territoriale è divenuta centrale anche nei processi di tutela
del lavoro, in seguito allo sviluppo del settore terziario e
della conseguente frammentazione e destrutturazione del
mercato del lavoro, nell’erogazione dei servizi, sempre più
richiesti dai nostri iscritti e dai lavoratori e pensionati,
nell’estensione dell’associazionismo, linfa vitale del
“modello Cisl”, in ambiti nuovi di rappresentanza
per la difesa dei soggetti più deboli, come quello della
casa, del consumerismo, dell’immigrazione, dei lavoratori
atipici.
Tutto
ciò ha delle conseguenze sul modello organizzativo, su quello
contrattuale, sulla distribuzione e gestione delle risorse.
Modello
organizzativo.
·
Una partecipazione
efficace alle politiche territoriali, e ancora più alle
possibili forme di concertazione, in particolare delle
politiche di sviluppo del territorio, richiede un assetto
organizzativo che non prescinda da quello degli altri
interlocutori associativi ed istituzionali. E’ quindi
coerente il processo avviato dalla Cisl regionale per la
riunificazione della Cisl provinciale di Varese ed opportuno
il recente documento votato dagli esecutivi delle tre Unioni
interessate, che cadenza gli impegni per la costituzione dei
nuovi assetti organizzativi entro l’estate del 2004.
L’assemblea programmatica ed organizzativa della Cisl di
Varese oltre ad approvare il documento, invita le categorie
Cisl a muoversi con gli stessi tempi ed invita i gruppi
dirigenti dell’Unione a non arretrare nella nuova struttura
provinciale i livelli di decentramento zonale attuali e ad
evitare un aumento o una minor linearità dei livelli
decisionali.
·
Analogamente, la
nascita dei distretti socio-sanitari insediati per la gestione
locale delle politiche socio-assistenziali, in seguito
all’approvazione alla legge 328/00 (la legge
sull’assistenza socio-sanitaria, pone alla Cisl il compito
di assumere adeguamenti organizzativi opportuni per
un’efficace gestione del confronto con le istituzioni a
questo livello, nonché per l’organizzazione della
rappresentanza nel distretto. In particolare si ritiene
necessario un immediato adeguamento delle zone per evitare la
presenza dello stesso distretto in due zone.
·
Questo
decentramento territoriale, così come le esigenze di
professionalità specifiche legate alla concertazione delle
politiche territoriali ed all’auspicato sviluppo della
bilateralità, rende necessario un rafforzamento delle risorse
per il presidio del territorio e per il rafforzamento del
livello di staff all’interno dell’Unione; a tale
scopo andranno finalizzate opportune risorse nel bilancio Ust,
sviluppata ed orientata la formazione sindacale e si dovrà
altresì operare perché questa esigenza condizioni
positivamente l’organizzazione della Cisl provinciale.
·
Così come è
importante sostenere e valorizzare i nuovi ambiti di
promozione dell’associazionismo a livello territoriale
(consumatori, immigrati, lavoro atipico, inquilinato), che la
Cisl di Varese ha saputo rilanciare con forza nei due anni
successivi al congresso, ma che richiedono un maggiore
intreccio ed una maggiore integrazione con l’attività
tipica organizzata dalle categorie e con quella dei sevizi.
·
E’ invece da
confermare l’attuale organizzazione dei dipartimenti Cisl,
funzionali ai processi di contrattazione e concertazione
territoriali, puntando, con processi di comunicazione
adeguati, ad un maggior coinvolgimento delle categorie,
che però devono assicurare una più intensa partecipazione e
collaborazione, anche con lo svolgimento di periodiche e
specifiche sessioni di indirizzo nell’ambito del Consiglio
Generale e del Comitato Esecutivo
·
Analogamente va
confermata e sostenuta la presenza del coordinamento donne,
una scelta che ha aiutato ad incrementare la partecipazione
femminile nei gruppi dirigenti e negli apparti della Cisl di
Varese ed a generare iniziative di servizio agli iscritti e a
tutta l’organizzazione, come lo sportello “Spazio donna
…” avviato la scorsa primavera.
·
Va confermata
anche la politica di rafforzamento, diversificazione e
decentramento dei Servizi; anche in questo caso l’obiettivo
è quello di trovare adeguate forme di sinergia al loro
interno e con le categorie perché, conformemente a quanto è
stato deliberato nella recente conferenza dei servizi, la Cisl
si possa effettivamente presentare come un sistema integrato,
il “Sistema Cisl”
·
Va confermata
inoltre la scelta del sistema informativo della Cisl di
Varese, come sotto-sistema della rete telematica Confederale,
che si ritiene opportuno estendere fino a coinvolgere, ove già
non lo faccia, l’intero gruppo dirigente allargato (Unione,
categorie, servizi, associazioni) ed integrare con il sito
web, che ne rappresenterà l’interfaccia verso gli iscritti.
·
Va infine valutata
con attenzione da parte delle categorie la presenza
organizzata della Cisl sui posti di lavoro, che non può
essere esercitata solo tramite la RSU, ma che deve essere
rappresentata da una specifica struttura organizzativa
Modello contrattuale
L’assemblea
programmatica e organizzativa della Cisl di Varese esprime la
sua più convinta adesione alle decisioni assunte
dall’ultimo congresso confederale e riprese nelle tracce di
discussione della APO (“Un
nuovo modello confederale”), per il superamento
dell’accordo del 23 luglio 1993, prevedendo un deciso
spostamento di funzioni regolative del rapporto di lavoro dal
contratto nazionale a quello decentrato, aziendale o
territoriale; valuta inoltre positivamente le condizioni
legislative introdotte dalla legge 30/03 dove consentono uno
sviluppo della bilateralità, che dovrà avere nel territorio
il fulcro della propria espansione.
Gestione
delle risorse
Allo
spostamento dell’iniziativa sindacale nel territorio, deve
necessariamente corrispondere uno spostamento di risorse, che
la Cisl ha definito nel suo ultimo congresso con
l’introduzione del riparto automatico. E’ pertanto
intollerabile che alcune categorie nazionali non applichino
ancora questo sistema di equità nei confronti delle strutture
territoriali. L’assemblea programmatica e organizzativa
della Cisl di Varese fa appello alla Confederazione perché al
più presto queste situazioni siano normalizzate.
E’
inoltre importante che, accanto al riparto automatico, siano
previsti dei fondi a livello regionale e nazionale per il
finanziamento di progetti speciali nei territori, che assumano
decisioni innovative sulle politiche del proselitismo o altre
politiche contrattuali e organizzative.
Lo
spostamento di risorse alla periferia deve d’altra parte
vedere i territori più responsabilizzati nella loro gestione.
La Cisl, sia al livello nazionale che regionale, ha introdotto
norme nella gestione delle risorse che vanno anche al di là
di quanto è istituzionalmente previsto per le associazioni.
E’ comunque condivisibile ed opportuno continuare
una politica di rigore e di trasparenza in questo
ambito, che, a quanto fatto, potrebbe affiancare regole
organizzative orientate ad aumentare la collegialità della
gestione e della responsabilità amministrativa, a separare le
responsabilità di gestione e spesa da quelle di
amministrazione e controllo di gestione, a disporre un maggior
supporto e una maggiore professionalizzazione del livello dei
controlli rappresentato dai revisori dei conti.
Varese,
25 settembre 2003
Approvato
all’unanimità
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