Bardello
– I sindacati diffondono un comunicato congiunto a
conclusione dell'assemblea di fabbrica
La ATEA ufficialmente in
agitazione
(17 settembre 2003) Tutto
confermato all'incontro tra azienda e Sindacati ATEA di ieri:
i 160 esuberi di cui 30 tra impiegati e indiretti, segno di un
"dimagrimento" complessivo dell'azienda e non solo nella parte
produzione. E i motivi tanto sbandierati in questi giorni,
legati alla concorrenza dei cinesi. Così, per Atea comincia
il duro braccio di ferro tra azienda e lavoratori per limitare
i danni di un dimezzamento annunciato. Il primo passo da parte
delle maestranze è stato il comunicato sindacale alla fine
dall'assemblea dei lavoratori, svoltasi questa mattina, che vi
pubblichiamo, qui sotto, integralmente.
COMUNICATO
SINDACALE
Il
giorno 16/09/03 in UNIVA si è tenuto l’incontro di
approfondimento richiesto dalla fim (Marasco) e dalla fiom (Lenna)
e la RSU alla direzione aziendale dell’ATEA sul piano di
ristrutturazione industriale che ha portato l’azienda di
Bardello a dichiarare 160 esuberi su 289 occupati ricorrendo
alla legge 223 conosciuta come mobilità.
Le
ragioni dell’esubero l’azienda le individua nella
concorrenza che produce all’estero a costi molti più bassi
oltre ad una costante contrazione del mercato del
termostato.
Si
è cominciato a scendere nei dettagli dove risulta che dei 160
esuberi almeno 30 sono impiegati ed indiretti.
L’azienda
ci ha poi comunicato la dismissione di alcune lavorazioni e la
chiusura di un intero reparto dove viene fabbricato il
termostato ad alta temperatura, da cui deriva un esubero di
circa 70 lavoratrici.
Il
sindacato ha dimostrato con forza il suo disappunto su tutto
il piano, ma in modo particolare sul numero degli esuberi
derivati sempre secondo l’azienda da motivazioni quali
l’assenteismo per noi moralmente inaccettabile e la
“fluttuazione di mercato” difficilmente quantificabile.
Il
giorno 17/09/03 il sindacato si è presentato alle assemblee
dei lavoratori con l’intento di contrastare i licenziamenti
derivati da un piano industriale non convincente anche per il
futuro dei lavoratori che rimarranno in forza.
Per
queste ragioni sono state già proclamate delle iniziative di
lotta gestite da fim e fiom insieme alla RSU da tenere nei
prossimi giorni.
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