Varese - Pensioni: nessuna proposta alternativa dalle parti sociali? Le organizzazioni dei lavoratori non ci stanno e rispondono al ministro
Sindacati sul piede di guerra: «Maroni ci sta prendendo in giro»


(7 ottobre 2003) Il ministro del lavoro afferma che il sindacato non ha proposte alternative sulle pensioni, e dura arriva la replica del mondo sindacale. E la replica giunge proprio da Varese, da cui č partito l'affondo di Maroni al mondo sindacale, in fermento in questi giorni per organizzare lo sciopero del prossimo 24 ottobre. «La riforma non merita uno sciopero - ha affermato Maroni - ma una riflessione attorno a un tavolo per verificare come migliorarla, garantendo lo stesso risultato economico. Mi auguro che questa decisione non impedisca al sindacato di formulare una proposta» Non usa mezzi termini Gianluigi Restelli, segretario della Cisl varesina, per commentare le dichiarazioni del ministro del welfare: «Maroni ci sta prendendo in giro e lo sa benissimo - afferma - . Le deleghe sulla previdenza sono ferme in parlamento da 18 mesi senza che sia stato mai aperto un tavolo di confronto sul tema delle pensioni fra Governo e parti sociali». E le proposte del sindacato? «Le abbiamo presentate a suo tempo e mai ci č stata data una risposta nč mai siamo stati coinvolti in un tavolo di lavoro. Le proposte erano e sono chiare. Si alle pensioni integrative, si alla riconduzione del tfr alla previdenza integrativa col sistema del silenzio assenso. E ancora no al pari trattamento fiscale dei fondi chiusi a quelli aperti, si agli incentivi per innalzare l'etą pensionabile con scelta libera del lavoratore. Questo solo in sintesi». Anche secondo Marco Molteni, segretario della Uil varesina, le proposte dal mondo sindacale non sono mai mancate. «Le dichiarazioni di Maroni non rispondono al vero - afferma il sindacalista - . Sono mesi che inviamo proposte al Governo per discutere della riforma sulle pensioni e in cambio abbiamo ricevuto una riforma presentata alla spicciolata, quasi di nascosto nell'ultimo consiglio dei ministri, che varia di molto rispetto alle voci che dal governo assicuravano, ad esempio, che le pensioni di anzianitą non sarebbero state toccate. Le nostre linee sullo sviluppo del paese e anche sulla riforma delle pensioni sono state addirittura presentate in un documento redatto assieme a Confindustria. Č possibile che col Governo non si riesca a sedersi allo stesso tavolo?». Lapidaria Ivana Brunato, raggiunta a Roma nel corso di un direttivo nazionale della CGIL riunitosi proprio su pensioni e finanziaria. «Chi intende far credere agli italiani che il sindacato dica sempre di no e che voglia scendere in piazza il 24 senza proposte si sbaglia di grosso - afferma la segretaria della Cgil di Varese - . Si tratta di qualcuno che mente e sa di mentire. La questione della riforma previdenziale č tristemente collegata alla finanziaria e alla politica del governo di fare cassa non solo con le pensioni, ma anche col la politica dei condoni. Tutto per migliorare i conti da presentare in Europa».

Andrea Camurani
economia@varesenews.it


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