Varese
– A denunciare questa "novità" della finanziaria
2004 sono CGIL, CISL e UIL
Niente prepensionamento per chi
è a rischio amianto
(7 ottobre) Dal 1°
ottobre 2003 più di 60 mila lavoratori in tutta Italia e
diverse migliaia in Lombardia, già riconosciuti come
esposti al rischio amianto con specifico attestato rilasciato
dall’Inail, non possono più presentare all’Inps le
domande di prepensionamento: con uno dei decreti legge a
corollario della finanziaria 2004, è stato annullato
questo diritto già riconosciuto ai lavoratori esposti a
questo rischio.
In sostanza, con questo
decreto il Governo abbatte del 50% il riconoscimento delle
rivalutazioni dei periodi d’esposizione all’amianto per i
lavoratori che sono stati esposti a questo fattore di rischio
oltre i 10 anni riconoscendo, per ogni anno effettivamente
lavorato, non più 6 mesi di rivalutazione ma solo 3.
In forza di questa nuova
norma migliaia di lavoratori dovranno ripresentare entro sei
mesi una nuova domanda agli uffici Inail del territorio di
residenza per verificare l’esposizione a 100 fibre/litro
medie annue per otto ore al giorno. Prima di ripresentare la
loro domanda però dovranno aspettare due mesi nell’attesa
delle modalità d’attuazione del Ministero del Lavoro e del
Ministero dell’Economia.
A denunciare questa nuova
situazione sono i sindacati CGIL, CISL e UIL, che denunciano
inoltre che a rendere più
drammatico il quadro ci pensa il fatto che “alcune migliaia
di lavoratori” pare abbiano già presentato le dimissioni
dall’azienda in cui erano occupati per poter inoltrare la
domanda di pensionamento all’Inps. «Questi lavoratori
rimangono quindi “senza lavoro e senza pensione”, saranno
costretti a lavorare (magari) fino ai 65 anni previsti dalla
cosiddetta riforma Maroni e per di più dovranno ripresentare
la domanda per ottenere il riconoscimento dell’esposizione
all’amianto». Una
situazione inaccettabile, al limite della beffa, secondo i
sindacati, che hanno commentato: «Questo
governo lede interessi legittimi e diritti, senza alcun
rispetto del confronto tra le parti, creando una situazione
tanto assurda giuridicamente quanto inaccettabile socialmente».
Per questo la decisione del
Governo ha sollevato le reazioni ufficiali dei sindacati:
«CGIL CISL UIL e i
patronati INCA, INAS, ITAL della Lombardia, in materia di
benefici per i lavoratori esposti all’amianto, nel
riconfermare la normativa preesistente che prevede il
riconoscimento del diritto sulla base di un rigoroso controllo
delle mansioni effettivamente svolte e certificate, esprimono
totale contrarietà e denunciano il carattere punitivo del
provvedimento contenuto nell’articolo 47 del decreto legge
collegato alla Finanziaria. Una legge fatta esclusivamente per
motivi di cassa, che stravolge tutta la precedente normativa e
mette in discussione i diritti dei lavoratori, andando
addirittura a negare diritti già riconosciuti ed escludendo
misure di prevenzione e di sorveglianza. CGIL CISL UIL della
Lombardia chiamano i lavoratori alla mobilitazione e a
sostenere tutte le iniziative, a partire dallo sciopero
generale unitario del prossimo 24 ottobre, per affermare i
diritti previdenziali e per tutelare i lavoratori colpiti dal
decreto, costringendo il governo a ritirare il provvedimento».
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