Varese
– Nonostante gli enormi sforzi, è difficile far passare il
messaggio della sicurezza nei cantieri edili. Dall'ultima
indagine condotta dall'Asl solo il 50% degli intervistati ha
dato risposte soddisfacenti
Caporalato, parcellizzazione,
improvvisazione: i mali dell'edilizia di difficile soluzione
(30 settembre) Tanto
impegno, massimo sforzo ma i risultati sono pochi. I
componenti del Comitato ex articolo 27, Asl, Inail, Direzione
provinciale del lavoro, vigili del fuoco associazioni dei
lavoratori e degli imprenditori, si sono ritrovati per fare il
punto della situazione in merito alla campagna sicurezza nei
cantieri edili. sconfortante il quadro disegnato dal
vicepresidente della Direzione provinciale del Lavoro Nappa:
«Negli ultimi cinque anni il numero degli infortuni sul
lavoro nella nostra provincia è stato di circa 15.000 di cui
il 10% nel settore edile. La situazione rimane costante,
quindi, non si vedono miglioramenti nonostante il grosso
impegno di tutti gli attori coinvolti nel progetto
sicurezza». Recentemente, l'Asl, con il dipartimento della
prevenzione, ha avviato un'indagine commissionata dalla
Comunità europea per conoscere il livello di
sensibilizzazione all'interno dei cantieri edili: «Abbiamo
visionato 120 cantieri - dice Renato Soma, responsabile del
dipartimento dell'Asl - e il livello di consapevolezza della
legge 626 non è elevato. Le risposte che abbiamo raccolto
sono state soddisfacenti solo per il 50%».
A complicare il lavoro è l'intricato mondo dell'edilizia dove
fioriscono imprese piccolissime che si chiudono nell'arco di
breve tempo: sono solo 8.000 gli addetti regolarmente iscritti
alla cassa edile, ma si sa che sono oltre 20.000 le persone
effettivamente impiegate e per la maggior parte sono
extracomunitari, anche clandestini, e minori. «Nelle nostre
ispezioni - prosegue Nappa - abbiamo trovato molti irregolari
che non solo ignoravano le regole di sicurezza ma anche le
nozioni più elementari dell'edilizia. Questi lavoratori
rappresentano circa il 30% degli addetti. E le prospettive non
lasciano ben sperare: il fenomeno è dilagante proprio per la
natura del settore che vive anche di realtà momentanee, con
lavoratori "artigiani" che di fatto rispondono ad un
datore di lavoro. C'è una preoccupante escalation del
fenomeno del "caporalato" con questi pulmini che
raccolgono lavoratori in vari angoli delle città e li
riportano la sera. Ci sono i fenomeni di parcellizzazione che
portano all'aumento dell'improvvisazione lavorativa».
Tutti gli attori del Comitato articolo 27 sanno che non si
può evitare di proseguire nell'attività di sorveglianza,
informazione e formazione coinvolgendo tutti gli interessati:
lavoratori, imprenditori ma anche committenti, coloro che
affidano il lavoro e che dovrebbero cominciare ad essere
sensibilizzati sull'importanza della sicurezza nei cantieri.
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