Sesto
Calende – Nella
settimana europea per la sicurezza e la salute si è svolto il
convegno organizzato dalla Tre.ci
Agenti chimici, conoscerli per
lavorare senza rischi
(10 ottobre 2003) Asma,
irritazione della pelle, cancro, danni al sistema nervoso e
immunitario. In tutta Europa sono milioni i lavoratori esposti
alle sostanze pericolose che possono provocare diversi danni
alla salute come quelli appena accennati. Con l'obiettivo di
fare informazione e cultura della prevenzione, proprio in
occasione della "Settimana europea per la sicurezza e la
salute sul lavoro" la Tre.ci servizi Ambientali, società del gruppo Ascom Gallarate,
in collaborazione con l'Asl e il comune di Sesto Calende hanno
organizzato questa mattina un convegno dal titolo "Il rischio da agenti
chimici" che si è svolto nella sala consigliare del
comune di Sesto Calende.
Fra il pubblico c'erano rappresentanti dei lavoratori e
operatori delle aziende chimiche, ma non solo. Il convegno,
dopo i saluti dell'amministrazione comunale, e della dirigenza
della Tre.ci e dell'Asl, è stato coordinato da Renato Soma,
responsabile del Dipartimento di prevenzione dell'Asl. Gli
agenti chimici e i loro effetti, la prevenzione e quanto
attiene a questo argomento sono stati tutti i capitoli
trattati nella mattinata.
Non tutte le sostanze chimiche sono pericolose e dannose.
Così ha spiegato Antonio Colombi, docente universitario
esperto di clinica del lavoro. «La conoscenza quantitativa e
qualitativa della pericolosità è ancora insufficiente per
prevenire l'insorgenza di danni alla salute». Serve quindi
maggiore informazione anche per sgomberare il campo dai luoghi
comuni. «Non è sempre rischioso lavorare con le sostanze
chimiche, esse non sono un problema se vengono usate in
condizioni adeguate».
Che cosa fa un'azienda a rischio di incidenti rilevante come
la Lamberti di Albizzate lo ha spiegato il responsabile per la
sicurezza di quell'azienda Franco Rossi, che aggiunge anche
una nota che riguarda la formazione scolastica. «La scuola
non insegna molto agli studenti, che al loro ingresso nelle
aziende chimiche non conoscono neppure la segnaletica di
sicurezza». Di consulenza, prevenzione e formazione nelle
piccole imprese ha invece presentato una relazione Vincenzo
Pepe, consulente della Tre.ci che ha constatato che non sempre
lavorare in sicurezza è visto come un investimento per gli
imprenditori.
Crescenzo Tiso, responsabile del servizio igiene e sicurezza
sul lavoro dell'Asl e Andrea Bagaglio, responsabile unità
operativa territoriale sud ovest dell'Asl hanno offerto una
fotografia del territorio connesso al problema dell'utilizzo
degli agenti chimici, così come aspetti positivi e criticità
delle norme sulla sicurezza come il decreto 25/2002. In
particolare è stato diffuso un documento che contiene i
risultati di uno studio sull'esposizione alle sostanze
chimiche cancerogene. Sulla base di questi risultati l'Asl ha
elaborato nelle settimane scorse un documento che offre
indicazioni per l'utilizzo di queste sostanze nelle aziende
chimiche.
Il ruolo della sorveglianza sanitaria, nei suoli limiti e
potenzialità, è stata illustrato dal medico del lavoro
Marasi. Mentre Salvatore Manta, della Cisl Ticino Olona, in
rappresentanza anche di Cgil e Uil, ha chiuso i lavori del
convegno con una breve relazione sullo stato delle conoscenze
e della prevenzione sui posti di lavoro. «Il nostro riscontro
non è così positivo - spiega manta - senza contare che da
due anni mancano quelle occasioni di confronto fra le parti
sociali». «Il ruolo delle rappresentanze dei lavoratori per
la sicurezza rimane quello di innalzare le conoscenze e
aumentare il grado di partecipazione» ha concluso il
sindacalista.
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