Varese
– L'istituto di credito risponde alle proteste dei
rappresentanti varesini dei sindacati dei bancari
La BPU ai lavoratori:«Nessuna sorpresa, solo l'applicazione
degli accordi»
(21 novembre 2003) Non
è una novità caduta dal cielo ma parte dell'accordo siglato
ad agosto quello che i sindacati dei bancari contestano alla
proprietà della BPU, il nuovo gruppo bancario nato dalla
fusione tra Banca Popolare di Bergamo e Popolare Commercio e
Industria.
E' questa è la risposta
dei rappresentanti della direzione dell'Istituto di credito ai
comunicati di protesta della Fabi varesina, che hanno
denunciato il rischio di mobilità per 40 dipendenti degli
uffici varesini della BPU dislocati all'interno della sede di
Varese della Banca Popolare di Bergamo.
«Questo processo di riorganizzazione e' stato impostato in
modo condiviso con le Organizzazioni Sindacali già dallo
scorso 12 agosto 2003, attraverso la firma di un Protocollo
d'intesa sindacale di Gruppo sottoscritto da tutte le Sigle
Sindacali nazionali, con cui sono stati concordati - insieme a
un "adeguato sistema di tutele e concrete certezze al
Personale di ogni ordine e grado" - anche i cosiddetti
"efficientamenti" degli organici, ovverossia la
riduzione di 932 unità da attuarsi nel triennio 2003-2006,
dagli attuali oltre 15.000 dipendenti che il nuovo Gruppo ha
in tutta Italia - spiega la dirigenza della BPU - L'operazione
di riduzione toccherà ovviamente anche le strutture produttive di Varese,
per una quota di 23 unità sulle complessive 932 del Gruppo, e
non 40 come erroneamente indicato nel comunicato FABI. I 23
provvedimenti varesini avverranno senza alcuna ricaduta negativa sui
Dipendenti interessati, e ciò proprio in virtù del sistema
di tutele convenute con i Sindacati e la stessa Fabi di
Varese, tra cui il passaggio su base volontaria al Fondo di
Sostegno al Reddito per Dipendenti a cui mancano non più di 5
anni alla maturazione della pensione, e accurati percorsi di
riconversione e riqualificazione professionale per i
Dipendenti che in base alla riorganizzazione verranno
destinati a compiti nuovi».
Niente di nuovo, niente di
non concordato. Secondo l'Istituto, le mosse sono del resto
parte integrante del piano industriale e delle trasformazioni
inevitabili in una riduzione ad unità di tre banche,
differenti anche territorialmente. «Come è noto - continua
l'ufficio relazioni esterne della Banca - il Gruppo bancario
BPU e' nato lo scorso 1 luglio, dal varo di un piano di
integrazione dei precedenti Gruppi ex Banca Popolare di
Bergamo-Credito Varesino ed ex Banca Popolare Commercio e
Industria. Ne e' risultato il settimo gruppo bancario italiano
che, nell'arco del triennio 2003-2006, e' stato in grado di
porsi non solo obiettivi di eccellenza nei servizi alla
Clientela, ma anche di efficienza interna e produttiva, con
tutti i vantaggi industriali ed economici "di scala"
che le nuove dimensioni rendono possibili, e che un grande
Gruppo ha il dovere di cogliere adeguando con attenzione e
rigore la propria organizzazione produttiva alla nuova realtà».
«Non ne sapevamo nulla -
Ribadisce invece Paolo Henin, segretario provinciale della
Fabi - e la mobilità che ci è stata annunciata disattende le
precise assicurazioni
chieste durante gli accordi di agosto sul mantenimento di
questi uffici varesini. Va tenuto presente inoltre che proprio
per questi uffici abbiamo battagliato nel corso degli anni
novanta: essi avevano il preciso scopo di riportare a Varese
alcune funzioni, in modo da permettere almeno ad alcuni
pendolari "forzati" tra Varese e Bergamo di
riavvicinarsi a casa. Ora temiamo che i lavoratori coinvolti
dovranno ricominciare a farsi quattro ore di viaggio ogni
giorno».
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