Legnano
- Orari flessibili,
nessuna tutela, il fisso è una vera chimera. La
protesta dei lavoratori di una società di Legnano
Un call center
"vampiro" prosciuga le paghe dei dipendenti
(5 marzo
2003) «Vogliamo i soldi che ci spettano, il nuovo contratto
che ci ha imposto l’azienda è un vero salasso», questa la
denuncia dei lavoratori del call center Telework di Legnano e
Rho.La situazione, già precaria, è peggiorata all’inizio
dell'anno, quando i dirigenti della società hanno imposto a
tutti i collaboratori un nuovo contratto con una tariffa
oraria ribassata di 1 euro, pari alla somma di 5,69
all’ora. Il tutto è avvenuto proprio mentre con la
nuova Finanziaria il governo disponeva una riduzione di
imposta per i lavoratori con redditi medio bassi. Grazie al
decreto fiscale il risparmio sarebbe intorno ai 300-500 euro.
L’azienda, riducendo la quota oraria, aveva però garantito
il mantenimento del medesimo netto in busta paga. Promessa
smentita dai fatti. Chi ha potuto ha lasciato il posto di
lavoro, ma quelli rimasti si sono rivolti al sindacato di
settore l' Alai-Cisl per denunciare la difficile condizione di
lavoro.
Il mondo
dei call center, nella quale operano ben 70 mila addetti, è
regolamentato prevalentemente dai i co.co.co (collaborazione
coordinata e continuativa), notoriamente una forma
contrattuale molto flessibile. Secondo Giorgio Molla,
segretario regionale di Alai-Cisl, di questa flessibilità
spesso ne approfittato i call center.
«Solitamente la maggior parte dei call center ha il 90 per
cento di collaboratori e solo il 10 per cento di dipendenti.
Le tariffe orarie sono volutamente basse perché, fornendo per
la maggior parte dei servizi di telemarketing, si fa pressione
sul lavoratore affinché venda il prodotto (unico sistema per
rimpinguare il magro stipendio). In sostanza il fisso è
una vera chimera».
Tutele?
Ben poche come sottolinea Molla. «No, non è prevista alcuna
indennità per malattia, né ferie né festività. L'azienda
dopo le proteste dei lavoratori ha distribuito una sorta di
benefit (assegni n.d.r.) ad alcune persone, giustificandosi
che c’erano stati errori nei conteggi della busta paga. Ma
sembra una mossa tattica per allentare la tensione».
Le iniziative in futuro, secondo Molla, non mancheranno. «Chiederemo
l’intervento dell’Asso – call center, l’associazione
di settore cui aderiscono 500 operatori e soprattutto
indirizzeremo una lettera aperta al ministero del lavoro, e
precisamente a chi si occupa della riforma delle nuove forme
contrattuali, per chiedere urgentemente la
compilazione di un regolamento e di tariffe
anti-vampiri».
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