Busto
Garolfo
– 24 di sola acqua per i lavoratori, in turni di tre. per la
situazione della fabbrica, la solidarietà anche dal cardinale
Tettamanzi
Necchi in chiusura,
Lavoratori in sciopero della fame
(8
maggio
2003) Sono arrivati allo sciopero della fame. I dipendenti
della Rimoldi - Necchi, la storica azienda di cucitrici che ha
sede a Olcella
di Busto Garolfo e che da febbraio è in concordato
preventivo, hanno deciso di attuare questo metodo estremo di
mobilitazione per chiedere conto di una situazione che sembra
assolutamente insolubile, e rischia di mettere in crisi non
solo un'azienda storica ma tutto un territorio.
«Il
gruppo Necchi ha gestito un piano scellerato, e per questo ora
è in concordato preventivo - spiega senza mezzi termini Luigi
Soresini della FIOM - I lavoratori non vedono un soldo dallo
stipendio di dicembre, e sono in assemblea permanente da
febbraio, occupando a gruppi la fabbrica perchè non venga
smembrata.
Malgrado le numerose iniziative per riportare in vita questa
azienda, che è sana, ha ordini e anche potenziali compratori,
non è successo nulla. Così ieri i lavoratori hanno deciso di
alzare il tiro, con uno sciopero della fame a oltranza: 3
lavoratori al giorno berranno solo acqua per 24 ore, poi
verranno sostituiti da altri 3 lavoratori. impegnati nelle 24
ore seguenti. Le 200 persone coinvolte nell'iniziativa
andranno avanti finchè il governo non li convocherà, perchè
vogliono capire a quel tavolo qual è il motivo per cui,
malgrado ci siano compratori per l'azienda, essa non venga
venduta dalla Popolare di Lodi la principale creditrice verso
la proprietà, che chiede per Necchi delle cifre assolutamente
fuori mercato, condannando l'azienda alla chiusura. Per
attuare questa forma di lotta, i lavoratori si sono dotati di
un camper: così, se entro alcuni giorni non ci saranno non
sentono voci, la protesta e lo sciopero della fame si
sposteranno in altri posti, dalle sedi della popolare di Lodi
ad Arcore o Lozza...»
La
Rimoldi opera da decenni producendo e commercializzando
macchine da cucire industriali in ogni paese del mondo dallo stabilimentodi
Olcella di Busto Garolfo ed è passata, a partire dai primi
anni ’90, sotto il controllo della Necchi di Pavia. Il suo
prodotto è esportato in tutto il mondo: i principali mercati
di riferimento sono: Italia, Centro America, India e aree limitrofe,
Nord Africa, ex Unione Sovietica. La Necchi ha prodotto,nella
sua storia, un enorme numero di macchine (ancora oggi ne sono
presenti sul mercato circa 200.000). Il marchio, l’elevata
affidabilita’ la qualita’ attribuiscono al prodotto
Rimoldi un valore di assoluto rilievo. L’azienda e’
arrivata in passato ad avere circa 2.000 dipendenti, ne ha
oggi 210, a cui vanno sommati i lavoratori occupati nelle
aziende dell’indotto che ammontano a circa 400 persone.
A
sostegno della Necchi sono già molti finora gli attestati di
solidarietà provenienti dalle altre fabbriche, a: oggi ad
essi si è aggiunto anche quello dell'arcivescovo Tettamanzi,
che ha disposto attraverso la curia milanese anche un
contributo alle famiglie dei lavoratori di 15mila euro. E per
venire in aiuto ai lavoratori della zona, che con l'indotto
arrivano intorno ai 600, si è mobilitata persino una
banca: il Credito Cooperativo di Busto Garolfo e
Buguggiate ha istituito un contributo economico in attesa di
una soluzione per la difficile situazione dell'azienda. Il
finanziamento ha l'evocativo titolo di "Non 6 solo"
e consiste in un "anticipo" di 5mila euro,
corrispondente ad un'anticipazione dei futuri emolumenti
che i dipendenti della Rimoldi-Necchi devono ancora percepire
dall'azienda.
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