Varese
– Rottura delle trattative tra sindacati e azienda. Sul
tavolo delle richieste: aumenti salariali e nuovi piani di
sviluppo e investimento per migliorare il servizio
Venerdì
16 maggio, uffici postali
chiusi per sciopero
(15
maggio
2003) Giornata campale domani, venerdì 16 maggio, per quanti
necessiteranno dei servizi postali: a causa del mancato
rinnovo del contratto di lavoro, i sindacati di categoria di
Cisl, Cgil, Uil, Failp, Sailp e Ugl hanno proclamato uno
sciopero di 24 ore che limiterà l’erogazione delle
prestazioni degli sportelli aperti al pubblico e del recapito
della corrispondenza. La decisione fa seguito alla rottura delle
trattative fra azienda e sindacati sul delicato tema del
rinnovo del contratto di lavoro, scaduto, oramai, da sedici
mesi; con l'impressione che ormai le distanze tra le parti
siano abissali.
I sindacati chiedevano un aumento del 10%. L'azienda ha
ribattuto con un adeguamento di circa la metà. Impossibile
mediare di più. Altri poi sono i nodi da sciogliere:
divergenze per ciò che riguarda la
parte normativa che regolamenta i congedi, l’inquadramento
del personale, i Centri di rete postali (per i quali sono
previsti drastici tagli di addetti), il servizio di recapito
della corrispondenza.
Ma le
rivendicazioni e le proteste dei sindacati sono rivolte anche
contro quella che viene definita l'"arroganza nella
amministrazione delle relazioni industriali" e contro una
discutibile gestione delle risorse umane: segnalata un'alta
percentuale di casi di mobbing, carenza di personale
tra i postini (solo in Lombardia mancano più di 600 addetti)
e gli impiegati agli sportelli; ed ancora la mancanza di un
piano d’impresa adeguato e credibile, la caotica
ristrutturazione aziendale con il pericolo incombente di una
privatizzazione al buio che porterebbe alla svendita di
comparti del Gruppo Poste e alla conseguente contrazione dei
livelli occupazionali.
Insomma, le
formazioni sindacali rivendicano, dopo i sacrifici in nome di
un risanamento ormai consolidato (22 milioni di euro di utile
di esercizio) un adeguato riconoscimento economico e
professionale.
«Scioperiamo
per il rinnovo del contratto, per il mantenimento dell’occupazione.
Lottiamo per avere
strumenti e risorse per dare un servizio di qualità ai
clienti/cittadini» è la posizione unita delle componenti
sindacali.
«È un grande imbarazzo, per noi che lavoriamo in mezzo alla
gente, non riuscire a soddisfare in maniera adeguata le
aspettative legittime dei clienti. La mancanza di personale,
la mancanza di una politica di sviluppo e investimento mettono
a rischio l’erogazione di prestazioni primarie come la
consegna della posta e le operazioni agli sportelli». È un
fatto di recente denunciato dalle cronache la riduzione di
numerosi uffici postali, soprattutto nelle comunità più
piccole e isolate, dove la chiusura del presidio di posta
provoca svantaggi alla popolazione e, soprattutto, alle
persone più anziane.
«Per questo chiediamo che il Governo affronti questi
problemi, prestando la massima attenzione alla copertura dei
costi (circa mille miliardi delle vecchie lire),al servizio
postale universale (la garanzia del recapito della posta a
tutti i cittadini) e dalla legge sull’editoria(tariffe
ridotte per la spedizione di quotidiani e periodici)».
Ecco gli uffici
che rimarranno aperti in Varese e provincia solo ed
esclusivamente per raccomandate, assicurate e
telegrammi:
Varese centro
(V. Milano)
Malnate
Laveno
Sesto Calende
Luino
Gallarate centro
Busto centro
Saronno centro
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