Varese
– C'erano Marco Reguzzoni e Andrea Pellicini a commentare i
primi dati dell'esperienza dei centri per l'impiego
territoriali. In nome del Welfare
Varese, provincia di lavoro.
Trovato dall'ente pubblico
(9
luglio
2003) Non si nascondono
dietro un dito: Marco Reguzzoni, presidente della Provincia di
Varese, e Andrea Pellicini lo fanno sapere, prima ancora di
sciorinare i dati, che hanno convocato la stampa per fare il
punto della situazione delle attività a favore del lavoro
realizzate dalla Provincia, proprio perché fra poche ore in
città si parlerà di welfare a livello europeo. Hanno
motivi di orgoglio per il lavoro fatto, e lo fanno sapere
mentre l'attenzione alle tematiche del lavoro è più
alta.
Tutto parte dai centri per
l'impiego, agenzie pubbliche per il lavoro che nella riforma
si affiancano alle agenzie di collocamento private:
«I centri per l'impiego,
di fatto, raccolgono l'eredità dei vecchi uffici collocamento
- spiega Marco Reguzzoni, presidente della Provincia - ma noi
ci siamo subito mossi in modo di trasformare il servizio
da una struttura burocratica ad un servizio "market
oriented". E oggi i centri per l'impiego sono strumenti
moderni per aziende e lavoratori»
In una provincia dove nel
2002 ci sono state 66.000 cessazioni di lavoro e 79.300
assunzioni (con un saldo attivo di 13.300 lavoratori)
nonostante casi eclatanti di aziende in crisi, i centri per
l'impiego hanno raccolto le iscrizioni di 33.154
persone, oltre il 68% delle quali sono donne e oltre il 44%
delle quali sono di età maggiore di 30 anni. Del servizio di
preselezione hanno usufruito 1200 aziende varesine e sono
stati attivati 233 tirocini, quasi il 60% dei quali si sono
poi trasformati in vere e proprie assunzioni.
«Siamo in una provincia
dinamica per il lavoro - ha aggiunto l'assessore al lavoro
Andrea Pellicini - studi della Cisl hanno confermato la nostra
provincia come tra le più dinamiche nel mercato del lavoro
con un incremento nel 2002 del 2,2% del tasso di occupazione».
Un lavoro che non si cerca, da queste parti, solo nelle
agenzie interinali, ma anche negli
"uffici di collocamento", una volta screditati, che hanno saputo evolversi,
almeno qui in forma più moderna. E che hanno presentato,
oggi, come un fiore all'occhiello da offrire all'Europa.
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