Varese
– Il segretario confederale della CISl è intervenuto, in
tema di pensioni, al consiglio generale di CISL Varese
Baretta: «Stiamo coltivando una
società povera»
(8
luglio
2003) Parlare di pensioni significa parlare del benessere dei
lavoratori di oggi, e dei loro figli: per questo il consiglio generale
della CISL di Varese svoltosi questa mattina presso il centro
congressuale De Filippi, ha avuto l'evocativo titolo:
"Non tocchiamo le pensioni!"
«Un sindacato che sa
trattare, ma sa anche lottare» in nome di questo slogan
Gianluigi Restelli, segretario della CISL Varese, sciorina
quali sono le principali questioni: la tutela
previdenziale dei lavoratori più giovani, la rivalutazione
delle pensioni, l'innalzamento dell'età. Ammonendo che: «Se mancano soldi nel
bilancio dello Stato, se si vogliono finanziare nuovi
interventi per famiglia e sanità, non si può pensare di
farlo scaricando gli oneri solo sui lavoratori: bisogna
coinvolgere la fiscalità generale e sospendere la riforma
fiscale voluta da Tremonti, perché il suo "meno tasse"
significa nella sua ipotesi "meno servizi per lo stato sociale"»
E non aiuta l'analisi del
quadro macroeconomico, presentato dall'esperto Alberto Berrini,
dominato da una assoluta stasi del PIL, che non va mail al di
sopra di numeri che cominciano per zerovirgola. Un quadro -
che presenta tra l'altro analogie con certe scelte
dell'amministrazione Bush e le sue conseguenze economiche -
dove la produttività continua a non decollare, facendo
perdere competitività al sistema Italia non solo nei
confronti di paesi come la Cina, ma anche di paesi come
Francia e Germania, simili come costo del lavoro e della
produzione all'Italia. Un quadro sconfortante, perciò, ma che
non può essere preso a scusa per lo smantellamento dello
stato sociale «se mi è concessa un'annotazione di tipo
sindacale - ha aggiunto Berrini - bisogna impedire di
utilizzare il grimaldello dei buchi di bilancio per creare un
nuovo mondo dominato dal mercato: nessun capo di stato può
premettersi di proclamare che smantellerà il sistema di
welfare, ma per ottenere la stessa cosa basta creare un buco
di bilancio e poi proclamare che per ripianarlo si è
costretti a tagliare le voci sociali: è quello che sta
succedendo negli Stati Uniti di Bush, è quello che bisogna
vegliare non succeda qui»
Grande assente è stato il
commissario straordinario dell'INPS Paolo Sassi, varesino,
Ufficialmente impegnato in trattative. Al suo posto lo stato
dell'arte della previdenza l'ha affrontato il dottor De Santis
dell'ufficio provinciale di Varese dell'istituto di previdenza
sociale, che ha sciorinato i numeri della previdenza in
provincia.
Che comprendono «I
duemilioni e ottocentomila circa CoCoCo in Italia che con la
loro contribuzione al 14% annuo riceveranno alla fine il 37%
del loro stipendio: un dato che non molti sanno. - ha
puntualizzato Pier Paolo Baretta, segretario confederale della CISL
intervenuto all'assemblea varesina - La verità è che con le
scelte previdenziali odierne noi stiamo coltivando una
società povera. E il futuro dei nostri figli è un futuro
povero»
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