Cassinetta
di Biandronno
– Presidio e incatenamento per diritti dei lavoratori e
articolo 18 voluto dal circolo locale di Rifondazione
La
protesta contro il precariato arriva alla Whirlpool di
Cassinetta
(6 giugno
2003) Contro il precariato e a sostegno dell'articolo 18 il
circolo Whirlpool di rifondazione comunista organizza un
presidio dalle 12 alle 14 al piazzale della Whirlpool di
Cassinetta di Biandronno. Un presidio dai toni forti, che
promette scintille, come ad esempio la volontaria messa in
catene di un ex lavoratore interinale della Whirpool e un
comizio di Paolo Ferrero, della segreteria nazionale di PRC.
Ma perchè proprio alla
Whirlpool?
«Alla Whirlpool oltre il cinquanta per cento dei
lavoratori è assunto in modo precario con contratti atipici e
a termine- spiegano i dirigenti di Rifondazione - il
referendum del 15 e 16 giugno non serve solo ad estendere
l'articolo 18 nelle aziende sotto i 16 dipendenti: è
anche l'unico strumento attraverso cui garantire il
mantenimento dell'articolo 18 per tutti i lavoratori delle
grande imprese»
Ma perchè l'estensione
dell'articolo 18 alle piccole imprese è importante anche per
le grandi imprese?
«Il discorso è questo: la legge delega numero 30, approvata
nelle scorse settimane, prevede la possibilità per
tutte le imprese di spezzettare le aziende senza alcun vincolo
di autonomia funzionale. Questo vuol dire che un'impresa può
decidere in qualsiasi momento di cedere ad un'altra
impresa fittizia un gruppo di lavoratori - ad esempio meno di
16 - e di non avere più alcuna responsabilità verso questi,
che potrebbero essere tranquillamente licenziati perché nella
nuova impresa non si applicherebbero le tutele dell'articolo
18. I lavoratori di qualunque impresa possono quindi
essere privati delle tutele dell'articolo 18 con una semplice
operazione di esternalizzazione, che è in realtà
un'operazione di azzeramento dei diritti del lavoro».
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