Varese
– L'associazione sindacale ha organizzato un affollato
seminario interno sullo schema di decreto in discussione
CGIL in conclave per
approfondire il "decreto Biagi"
(25 giugno
2003) Lavoratori più soli, lavori più complessi: a questo
porterà quello che comunemente viene chiamato "Decreto
Biagi" ma che in realtà è solo lo schema di decreto
attuativo n.30, pronto a diventare decreto legislativo solo
tra alcuni mesi.
Non per questo cambia la portata delle proposte del Governo
contenute in questo complesso schema, che stordisce i
lavoratori con una marea di nuovi lavori
"flessibili". Una lista di novità che la CGIL ha
affrontato stamane in un seminario, per incominciare ad
orientarsi tra le nuove figure di lavoratore e i rischi per i
diritti che queste nuove figure comportano.
«Il mercato del lavoro che
esce dal decreto attuativo della legge 30 si concentra
essenzialmente sulla contrattazione individuale e sul rapporto
del singolo lavoratore con l'azienda o con la società di
intermediazione di mano d'opera - ha detto nella sua relazioni
ntroduttiva Umberto Colombo della segreteria provinciale della
CGIL di Varese - il governo vuole così realizzare uno
svuotamento della contrattazione collettiva e vuole
realizzarlo con provvedimenti indecenti e mistificanti».
«Quello che si apre con
questo decreto legislativo è comunque uno scenario nuovo, che
vede fiorire nel mercato del lavoro nuovi soggetti privati»
fa però notare Franco Scarpelli, docente di diritto del
lavoro all'università degli studi Milano Bicocca e relatore
di prestigio al seminario. Uno
scenario che prevede innanzitutto la scomparsa delle Agenzie
di Lavoro Interinale, o piuttosto la loro possibile e quasi
certa estensione in "Agenzie per il lavoro", fatte
di soggetti privati autorizzati - con le stesse
caratteristiche delle vecchie agenzie di lavoro interinale - o
di soggetti pubblici, tra cui sono compresi per la prima volta
scuole superiori e Università, e anche una fondazione creata
dal consiglio nazionale dei consulenti del lavoro. Una
scomparsa non casuale, perchè con la nascita del concetto di
somministrazione del lavoro il lavoro interinale viene di
fatto sostituito da questo, con la fondamentale differenza che
se prima si trattava di un lavoro temporaneo di tipo
eccezionale, legato ai picchi di produzione, ora diventa una
forma di intermediazione stabile.
Ma c'è poco da discutere su
questa istituzionalizzazione del temporaneo: «poiché
probabilmente questo decreto entrerà in vigore senza nemmeno
troppe modifiche, non è più il caso di ridiscutere
dall'inizio sugli istituti quanto di vegliare strettamente
sulle tutele» precisa
l'avvocato Stefano
Chiusolo, chiamato ad
illustrare i particolari delle nuove figure lavorative. Che
vedono soprattutto cambiamenti di stato e di nome in già note
figure come il part time e l'apprendistato, ma che immettono
nella logica del mercato del lavoro concetti come lavoro
"intermittente", "di inserimento" o
"ripartito" (quest'ultimo in realtà è il job
sharing" un modo anglosassone per dividere in due un
posto di lavoro, già sentito e proposto ma mai attecchito in
Italia).
Tra le fantasiose proposte di
flessibilità, nel seminario si è notato anche il lavoro
accessorio, di portata occasionale e pagato letteralmente con
dei buoni monetizzati da rivendite autorizzate. Ma ovviamente
si è cercato di capire meglio il rapporto di quelli che fino
ad ora sono stati chiamati CoCoCo, i collaboratori coordinati
e continuativi. Lo schema di decreto infatti cambia di molto
le loro figure e le lega ad un progetto: una modalità
apparentemente molto diversa da quella che caratterizza i
CoCoCo di oggi, spesso veri e propri dipendenti sotto falso
nome, e sparpagliati in tutti i settori e in tutte le
mansioni, dalle più elevate alle più semplici. I CoCoCo sono
ancora il dubbio aperto di questo schema di decreto, di cui
piano piano se ne intuiscono le forme e la portata
rivoluzionaria nel campo del mercato del lavoro. Proprio per
questo il seminario di
studio CGIL è servito ai 120 partecipanti anche per
cominciare a mettere in campo la mobilitazione contro lo
schema di legge: i tempi sono stretti, lo schema diventerà
decreto entro settembre.
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