Busto
Garolfo
– Al presidio organizzato a Legnano c'erano anche l'Europarlamentare
Mantovani, e l'assessore della Provincia di Milano Borcio
Alla
Rimoldi Necchi continua la protesta
(2 Giugno
2003)
Una Ferrari
in liquidazione. I lavoratori della Rimoldi Necchi di Busto
Garolfo sono scesi in piazza a Legnano per illustrare la
situazione kafkiana che stanno vivendo e per chiedere
solidarietà ai uomini politici del territorio. Sono 220 i
posti di lavoro in pericolo e almeno altrettanti quelli
dell'indotto. Dal primo febbraio tutti i lavoratori sono in
cassa integrazione e da quattro mesi stanno presidiando
l'azienda in liquidazione. Da sei mesi senza retribuzione, da
quasi un mese hanno intrapreso anche lo sciopero della fame,
in attesa della prima rata di cassa integrazione che dovrebbe
venire erogata entro il mese di giugno.
Rimoldi è uno dei marchi più
prestigiosi dell'Alto Milanese. Cento anni di storia nella
produzione di macchine da cucire che ancora oggi sono
considerate tra le migliori del mondo. - La Rimoldi è stata
definita la Ferrari delle macchine da cucire – dice Ermanno
Cova, Segretario della FIM territoriale – macchine che ormai
hanno ben poco a che fare con quelle della nonna. Sono
personalizzate con applicazioni elettroniche, mille pezzi
messi insieme con tolleranze nell'ordine di micron.
Rimoldi è attualmente
l'unico produttore di macchine da cucire industriali di
alta tecnologia dell'emisfero occidentale. I concorrenti sono
giapponesi ma, ancora oggi, il rapporto qualità – prezzo
premia la produzione Legnanese. E' leader soprattutto nel
mercato dell'America Latina da dove continuano ad arrivare
numerosi ordini che non vengono evasi a causa del blocco
dell'attività produttiva deciso dai liquidatori. La crisi
attuale è iniziata qualche anno fa, quando la proprietà è
passata al gruppo concorrente Necchi, a sua volta controllato
dalla Banca Popolare di Lodi. L'assenza di un piano
industriale organico e una serie di operazioni finanziarie
azzardate hanno portato la Ferrari delle macchine da cucire
sull'orlo del fallimento.
«Ci sono imprenditori
interessati ad acquisire l'azienda – spiega Luigi Maffezzoli,
segretario generale della CISL Ticino Olona – ma la proprietà
Necchi continua a non presentarsi a tutti gli incontri, sia
sindacali, sia istituzionali».
Questa dunque la ragione del presidio che si è svolto il 31
maggio, in Piazza san Magno a Legnano. In questa occasione le
istituzioni hanno risposto all'appello dei lavoratori. Erano
infatti in piazza i parlamentari eletti nel territorio
Valditara e Monaco, l'Europarlamentare Mantovani, l'assessore
della Provincia di Milano Borcio, i consiglieri provinciali
Tamberi, Vitali, Morelli, Angenoni, Menegatti e Framis, oltre
ai sindaci dei comuni della zona e ad altri rappresentanti
politici locali. In prima fila anche in quest'occasione
Monsignor Carlo Galli, parroco di Legnano, che da tempo è
attivo al fianco dei lavoratori.
Il sindacato ha chiesto ai
politici presenti di impegnarsi per un incontro al
Ministero delle Attività Produttive. - Perché possa essere
risolutivo – spiega Cova – è necessario che sia stanata
l'attuale proprietà che non può continuare ad essere
insensibile ai richiami politici, dato il ruolo di primo piano
dell'attuale presidente della Necchi, e che sia presente un
rappresentante dei possibili acquirenti che hanno già
avanzato proposte di acquisizione ma non hanno ottenuto
risposte dalla proprietà. - La Rimoldi è un simbolo del
territorio e vogliamo salvarla – conclude Maffezzoli – per
salvaguardare i posti di lavoro, ma anche per mantenere in
Italia una produzione di alta qualità.
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