Varese
– Il mondo dell'artigianato Varesino chiede l'astensione.
Ass. Artigiani e Cna: sussidi e formazione ai lavoratori
licenziati, questa è la strada
«Il
Referendum deve fallire»
(10 giugno 2003) Due volte
No. Contro l'uso demagogico del referendum e contro la natura
stessa del quesito proposto, ovvero se sia giusto estendere a
tutti i lavoratori subordinati il diritto di reintegro nel
posto di lavoro in caso di mancanza di giusta causa nel
licenziamento. Le associazioni artigiane della nostra
provincia rispondono per le rime ai comitati che hanno
proposto il Referendum per l'estensione dell'articolo 18 a tutte
le imprese, invocando buon senso e conoscenza dell'economia
italiana. "La questione non consiste nell'estensione del
reintegro – spiegano Associazione Artigiani e Cna – ma nel
creare un nuovo sistema di regole e di tutele che operino con
efficacia nel mercato del lavoro, garantendo sussidi dignitosi
ai lavoratosi in caso disoccupazione e assicurando un sistema
formativo che aiuti i lavoratori a riqualificarsi".
La posizione ufficiale è quella dell'astensione motivata. Il
monito è lo stesso lanciato da Savino Pezzota, leader della
Cisl, e condiviso anche da Margherita e Ds (escluso il
correntone): il Referendum deve fallire. L'obiettivo, a grandi
linee, è fatto
proprio delle altre associazioni imprenditoriali e anche del
centrodestra: impedire l'estensione dell'articolo 18.
Per garantire un futuro alle imprese, ai lavoratori, ai loro
figli, la strada è solo quella di dare sussidi dignitosi ai
lavoratori in caso di disoccupazione e assicurare un sistema
formativo che aiuti i lavoratori a riqualificarsi. In altre
parola, una vera riforma del lavoro.
Questa è la strada, il resto è politica.
Secondo Giorgio Merletti e Daniele Parolo, presidenti
rispettivamente della Associazione Artigiani e della Cna,
bisogna evitare di recarsi alle urne "affinché si compia
il completo e totale fallimento di un referendum che vuole
punire l'intrapresa individuale, congelare la coesione
sociale, paralizzare la competitività delle piccole imprese e
del mercato in generale. Il reintegro obbligatorio nel posto
di lavoro – continuano Merletti e Parolo – non si adatta
al mondo dell'artigianato, che si sviluppa attraverso il
lavorare insieme per raggiungere obiettivi condivisi".
Il risultato di una vittoria del Sì sarebbe negativo: la
maggiore rigidità favorirà il precariato, l'economia si
impoverirà, con ripercussioni sull'innovazione tecnologica.
Tra l'altro, l'Italia è il paese europeo che può contare su
uno tra i più avanzati sistemi di tutele contro i
licenziamenti, dove l'artigianato, come in provincia di Varese,
è fonte di occupazione. E deve continuare a esserlo.