Varese - Il Comitato provinciale per il sì lancia la campagna referendaria: «Le imprese varesine non saranno danneggiate»
Articolo 18, si inizia la battaglia

(8 aprile 2003) «Non ci sarà il disastro, è inutile gridare al lupo al lupo». Antonio Di Trinca, segretario provinciale della Fiom Cgil, è sicuro. Il referendum per l’estensione dell’articolo 18 anche alle imprese con meno di 15 lavoratori, non darà alcun contraccolpo alle piccole e medie imprese della provincia di Varese. 

«Il nostro slogan è "estendere per difendere"; crediamo che una economia che comprime i diritti non abbia respiro, e dunque, con un mondo del lavoro in cui si affacciano nuovi tipi di contratti, spesso precari, è necessario prevedere anche nuove tutele». 

Di Trinca vede solo vantaggi in un estensione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, che prevede, in caso di licenziamento senza giusta causa, l’immediato reintegro del lavoratore. «Credo proprio che sia così – spiega – e vorrei citare il caso delle morti nei luoghi di lavoro, spesso causate proprio da piccole imprese che trascurano la sicurezza. Estendere le tutele anche in quei luoghi, significa evitare che vengano eluse le responsabilità».

Il Comitato Provinciale per il sì, si presenterà ufficialmente giovedì 10 aprile alle 21, con una serata alla Camera di commercio di Varese. Ci saranno Tino Magni (segreteria Fiom Cgil), Angelo Pedrini (nazionale Cub), Ugo Boghetta (direzione nazionale Prc), Nicola Nicolosi (segreteria regionale Cgil), Mario Agostinelli (Aprile per la sinistra).
Per GianMarco Martignoni (Lavoro e società, area programmatica della Cgil) l’estensione alle piccole imprese dell’articolo 18 è la continuazione ideale degli scioperi del 2002. «Questa battaglia per i diritti - spiega - è coerente con quanto espresso dalla gran massa dei lavoratori durante le manifestazioni dello scorso anno. La Cgil nazionale deciderà il 5 maggio, ma Epifani ha già detto che sarà difficile votare contro». 
Questa battaglia creerà una spaccatura sindacale? «Non credo, con Cisl e uil ci sono opinioni diverse ma rispetto. All’interno della Cgil, invece, mi sembra che non ci sia ostilità verso questo discorso».
I promotori sperano in allargamento del "blocco sociale" che sostiene il Referendum. I datori di lavoro sono tutti contro e la contrapposizione potrebbe a prima vista sembrare quella classica del conflitto tra capitale e lavoro. Ma il mondo del lavoro cosa ne pensa? «Credo che la gran parte dei lavoratori siano d’accordo con noi» commenta Martignoni. E le forze politiche? Verdi e Rifondazione comunista sono gli unici due partiti nettamente schierati con il sì. «Ma vogliamo aprire a tutte le forze politiche e sindacali – fa notare Giovanni Bonometti, segretario provinciale del Prc – in fondo l’estensione dell’articolo 18 crediamo sia l'irrinunciabile continuazione delle grandi manifestazioni a difesa di questa tutela». La Margherita si è già schierata contro. L’attesa è per le decisioni in casa Ds. Aprile per la sinistra, l’area di Cofferati, potrebbe già aderire nei prossimi giorni. Ma i fassiniani, anche dall'opposizione, difficilmente potranno conciliare la cultura di governo con il sì.

 

Roberto Rotondo


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