Varese - Un'indagine svela che le lavoratrici in provincia non rinunciano più alla professione ma nemmeno al ruolo di madre. L'idea più apprezzata? il nido in azienda
Le varesine: mamme, lavoratrici e creatrici di impresa

(3 aprile 2003) Più sensibili in positivo alla flessibilità perchè fiaccate dagli imprevisti di una vita con troppe responsabilità eterogenee. Più pronte al telelavoro. Assolutamente disposte a fare sforzi di fantasia per conciliare vita professionale (spesso qualificata) con la cura della famiglia:le varesine di oggi cercano di non rinunciare a niente, e si scoprono imprenditrici per risolvere i problemi che derivano dal lavorare e curare la casa.

A fare questo identikit della nuova donna di Varese ci hanno pensato un questionario e un gruppo di lavoro, realizzati rispettivamente dall'assessorato al lavoro della Provincia di Varese e dal Polo scientifico tecnologico lombardo nell'ambito del progetto "Varese in rete per le pari opportunità" e presentati nel pomeriggio del 3 aprile 2003 con un seminario presso la sala convegni della Provincia.

L'indagine dell'assessorato, che mirava  a verificare "il fabbisogno di servizi a supporto della famiglia delle donne che lavorano" è stata svolta nei mesi di ottobre e novembre scorsi, e ha coinvolto le lavoratrici di nove grandi aziende della provincia: Inca, Iper, Lamberti, Lascor, Lindt, Ospedale di Circolo di Varese, Novartis, Opengate e Whirlpool. Dal questionario (a cui hanno risposto quasi in mille) è emerso che se le donne che hanno tutto sotto controllo sono il 12,2%, ben il 41% è  "in cerca di miglior equilibrio" e il 12,6% è addirittura "sull'orlo di una crisi di nervi", cioè con un sacco di problemi di cui occuparsi, di difficile soluzione. Non è difficile immaginarlo, se si pensa che quasi la metà delle donne non ha alcun aiuto per le pulizie di casa, e il 5,6% di esse si deve occupare contemporaneamente di figli e di anziani disabili. Tant'è vero che un tale campione denuncia innanzitutto la mancanza di servizi rivolti all'accudimento dei bambini, dei servizi per anziani e quelli per l'aiuto alle attività domestiche. Suggerendo per questo proposte concrete: come orari di lavoro flessibili o la possibilità di lavorare da casa, l'asilo nido o la scuola materna aziendale, la possibilità di fare la spesa on line o un'agenzia che procuri personale domestico referenziato.

E mettendole in pratica, anche: il Polo Scientifico Tecnologico Lombardo di Busto ha infatti presentato nel seminario i risultati di un gruppo di lavoro che ha verificato sette progetti imprenditoriali provenienti da donne, che ha seguito e aiutato a far diventare concreti: tra di essi ci sono alcuni micronido e un impresa di servizi di trasporto per bambini ed anziani.

 

Stefania Radman
stefania@varesenews.it


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