La
Lettera
– La reazione di CGIL e CISL all'intervento di Gianni Mazzoleni
(CNA)sui dati sul lavoro irregolare
Le
"montagne russe" dei dati sul lavoro:
Rispondono i sindacati
(16 aprile
2003) A proposito del
singolare intervento di Gianni Mazzoleni "Le
Montagne Russe dei dati sul lavoro irregolare " ci
sembra utile aggiungere alcune considerazioni sul giudizio e
sui dati forniti da CGIL-CISL-UIL.
Innanzitutto, è opportuno
ribadire che le organizzazioni sindacali, come previsto dalla
legge istitutiva del 1961, sono chiamate a far parte delle
Commissioni provinciali di vigilanza e controllo, ove con
cadenza trimestrale vengono informate sui programmi di
attività degli enti ispettivi
( Ispettorato del Lavoro, INPS, INAIL, ecc.) e ricevono i
resoconti sulle aziende visitate, sui lavoratori a cui si
riferiscono le irregolarità accertate, unitamente al
prospetto di vigilanza sul lavoro nero.
Anche tramite le
organizzazioni sindacali è, inoltre, possibile denunciare le
situazioni di irregolarità diffuse nel territorio. Compito a
cui le OO.SS. non si sottraggono ed anzi perseguono con buona
lena, con risultati decisamente importanti e soddisfacenti nel
nostro territorio .
I dati utilizzati, quindi
sono relativi alla somma delle aziende ispezionate nel 2002
dagli enti ispettivi operanti nella nostra provincia
(Ispettorato del Lavoro, INPS, INAIL,ecc.) e sulla base di una
comparazione con le attività di vigilanza del 2000 e 2001.
Nel merito delle osservazioni
di Mazzoleni, due sono le questioni che ci sembra opportuno
sottolineare:
a)-se indubbiamente la
sanatoria determinata dalla Legge Bossi-Fini a regime
comporterà senz'altro una diminuzione dell'area di
irregolarità legata alla manodopera straniera, certamente è
per noi un motivo di allarme che dal resoconto delle visite
ispettive fuoriesca un incremento notevole degli stranieri
irregolari. Segno che la Legge Bossi-Fini dimostra tutti i
suoi limiti, da noi più volte rilevati, nello svolgere una
funzione positiva di integrazione dei lavoratori migranti, in
particolare quello di non aver permesso anche agli immigrati
con un lavoro irregolare di fare la richiesta di
regolarizzazione;
b)-per quanto riguarda,
invece, le cooperative che utilizzano scorrettamente i
lavoratori e le lavoratrici per mansioni produttive, la nostra
azione di contrasto non può che essere netta, a fronte anche
del ruolo esercitato dalle agenzie di lavoro interinale
rispetto alle esigenze di flessibilità delle imprese.
Infine, a fronte di circa
58.000 imprese operanti sul nostro territorio, il ventaglio
delle azioni da intraprendere per contrastare il lavoro
irregolare è piuttosto ampio; sicuramente, però, all'aspetto
di tipo repressivo va unito un lavoro capillare di confronto
con le stazioni appaltanti pubbliche per intervenire sulla
catena dei subappalti ( sia per quanto riguarda il settore
edile, quello delle pulizie, dei servizi, ecc.) , al fine di
controllare le posizioni di irregolarità e di evasione che
per quella via sia annidano sul territorio.
Infine è nostro augurio che inizino al più presto i lavori
della commissione provinciale sul lavoro nero, istituita dalla
legge 448, che vede la presenza delle organizzazioni sindacali
e di quelle delle imprese: in quella sede ci sarà spazio per
il contributo di tutti e tutti avranno modo e spazio per
verificare direttamente le posizioni altrui.
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