Varese - Presentato dal consigliere
regionale di Rifondazione Comunista Martina un progetto di
legge che vuole assicurare qualche garanzia pubblica ai
lavoratori precari, tra cui un'integrazione al salario per chi è
in situazione di "non lavoro"
Chiesti 600 euro al mese per i precari che non lavorano
(10 aprile
2003) Se non ci pensa il Parlamento, ci provano in regione
Lombardia a provocare il dibattito sul lavoro atipico. In
particolare, ci hanno pensato i consiglieri regionali lombardi
di Rifondazione Comunista, con un progetto di legge appena
depositato per la discussione in consiglio regionale: "Questo
disegno di legge è nato a partire dalla considerazione che sta
crescendo sempre di più il numero dei cosiddetti lavoratori
atipici: dati 2002, si calcola che ci siano circa 6 milioni di
precari in Italia, e circa un milione e 800mila (di cui un
milione e 200mila CoCoCo) in Lombardia. - spiega Giovanni
Martina, consigliere PRC eletto in provincia e firmatario del
progetto - Una condizione che crea sia incertezza lavorativa e
salariale, che riduzione di diritti e tutele: dalla mancata
continuità previdenziale, all'assenza di contributi per la
maternità o la malattia, o le ferie non pagate. Per questo,
pur nella convinzione di poter operare con forti limiti in un
consiglio regionale che non è direttamente competente
sull'argomento, abbiamo depositato un progetto di legge che
cerca di salvaguardare qualche garanzia per questa categoria".
Garanzie parziali, legate più
che altro a contributi per i lavoratori:"Nel p.d.l. noi
consiglieri regionali di Rifondazione chiediamo innanzitutto
che la Regione garantisca una copertura salariale, che noi
quantifichiamo in 600 euro mensili per un limite massimo di
sei mesi all'anno, per i periodi di non lavoro, e che in
questa garanzia sia compreso il corrispettivo per i contributi
previdenziali - continua Martina - Pensiamo in particolare ai
lavoratori interinali, che hanno spesso un'occupazione per un
certo periodo e poi passano del tempo a casa prima che vengano
richiamati. Ma pensiamo anche alla maternità e alla malattia
dei collaboratori coordinati e continuativi.Il secondo punto
del progetto istituisce un fondo di garanzia della Regione che
permetta l'accesso al credito per questi lavoratori atipici,
che in condizioni normali vengono rifiutati dalle banche. Il
terzo punto si riferisce ad incentivi alle imprese, come ad
esempio la defiscalizzazione della tassa regionale IRAP, per
chi trasforma lavoratori atipici in lavoratori dipendenti.
Infine chiediamo la creazione di un osservatorio regionale sul
fenomeno, che verrà ad accostarsi all'osservatorio regionale
sulla difficoltà di riaccedere al mercato del lavoro per i
lavoratori sopra i 40 anni, che abbiamo recentemente chiesto
in consiglio. Due fenomeni, tra l'altro, molto vicini tra
loro: e statistiche dicono infatti che i lavoratori
ultraquarantenni che riescono a trovare un'altra collocazione
lavorativa trovano con molta probabilità un'occupazione
precaria".
Per saperne di più sul progetto
è stata organizzata per domani, 11 aprile 2003, un'assemblea
pubblica a Cassano Magnago presso la sala della biblioteca di
via Ungaretti 2: oltre a Giovanni Martina, che presenterà il
p.d.l., saranno presenti Nicola Nicolosi della segreteria
regionale della CGIL, Piergiuseppe Bettenzoli del SIN-Cobas
Milano, e Gigi Malabarba, senatore di PRC e componente della
commissione lavoro al Senato.
Stefania Radman
stefania@varesenews.it
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