Varese
– Sono 993 in totale i lavoratori "in più"
risultanti dopo la fusione. La notizia all'interno di un
accordo più complesso siglato con i sindacati a Roma il 12
pomeriggio
BPU, è il momento di
contare gli esuberi
(13 agosto
2003) 993 lavoratori in più come risultato della somma tra la
ristrutturazione della Commercio e Industria (che prevedeva di
eliminare 660 lavoratori) e il piano industriale di
integrazione del Gruppo BPU, che prevedeva l'allontanamento di
420 lavoratori, tolti i lavoratori già usciti spontaneamente
dal gruppo: questo è il conto degli esuberi in capo a Banche
Popolari Unite, la superpopolare nata dalla fusione tra banca
popolare Commercio e Industria, banca popolare di Luino e
Varese e Banca popolare di Bergamo/Credito Varesino. Il numero
dei lavoratori in più è stato fissato nel corso della
trattativa tra azienda e sindacati avvenuta nel pomeriggio del
12 agosto 2003 presso la sede romana di ABI e con l'assistenza
dell'associazione stessa. Questa «riduzione di organici resa
possibile dai processi di integrazione e riorganizzazione del
Gruppo» sarà gestita « in maniera graduale e su basi
volontarie entro il 30 giugno 2006», come recita il
comunicato congiunto del nuovo gruppo bancario.
In quell'occasione sono state
ricercate inoltre soluzioni che «consentano di limitare la
mobilità del personale di specifica qualificazione necessario
a garantire l’accentramento funzionale della Capogruppo,
privilegiando per quanto possibile il trasferimento di
attività rispetto a quello di risorse umane».
Con il Protocollo di Intesa
siglato, le Banche del Gruppo BPU hanno concluso
con le Parti Sindacali del nuovo Gruppo la Procedura di
confronto Sindacale avviata dopo le Assemblee Societarie dello
scorso maggio.
L'accordo,firmato da tutte le
Organizzazioni Sindacali presenti e in linea con il progetto a
suo tempo presentato alle Assemblee dei Soci e ai mercati
finanziari, rappresenta un’altra tappa nel processo di
integrazione del nuovo Gruppo BPU.
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