Come
si preparano all'euro le macchinette per il caffé
Vi prendete un caffè, di
quelli nè buoni nè cattivi, in un angolino della vostra
ditta, con una di quelle macchinette a moneta che ci sono
ormai un pò dappertutto. E magari ancora non pensate a cosa
succederà fra poche settimane. Come diavolo farete, quando a
partire dal primo gennaio prossimo, dovrete cercare degli
spicci europei? Anche e soprattutto le
macchinette automatiche del caffè sono infatti a
"rischio euro", poichè vivono su monete che
tra poco, troppo poco, saranno del tutto fuori corso.
"In verità le
macchinette sono già tecnicamente pronte ad accogliere la
nuova valuta, di cui si conoscono già forma e
dimensioni" spiega Luciano Martin, socio della Maghetti,
una delle aziende di distribuzione più importanti della
provincia "E la conversione all'euro sarà formalizzata
semplicemente con l'aggiornamento dei software interni. Senza
contare che i meccanismi permetteranno di riconoscere e
accettare entrambe le valute contemporaneamente".
Allora è tutto a posto?
"Solo in teoria. Se infatti i distributori
sono in grado di accettare contemporaneamente entrambe le
valute, in pratica nessuno di noi li abiliterà mai ad una funzione
del genere: le monete quando sono utilizzate entrano in un
unico contenitore, ed è troppo complicato separarle
dopo".
Come si fa allora?
"Il sistema migliore, almeno all'inizio, è dotare i
distributori di chiavette e carte
di credito, che essendo di fatto delle tessere elettroniche
già caricate con banconote permettono di evitare il problema delle
monete, di cui non ci saranno in giro troppi pezzi almeno
all'inizio. Certo, per ricaricarli la prima banconota
disponibile sarà da 5 euro, cioè circa 9700
lire..."
Sono molte o poche la
macchinette attrezzate con le cosiddette
"chiavette"?
"Noi abbiamo circa 700 clienti, e si può dire che
circa il 70% di coloro che ha un apparecchio distributore
possieda un apparecchio con chiavetta".
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