Arrotondamenti,
kit per abituarsi alle monete e assegni: alcune tra le
mille novità dell'euro
Il mini kit di monete
metalliche in euro per i cittadini, che sarà disponibile presso le
banche e le poste italiane dal 15 dicembre 2001. 30 milioni di
mini-kit in
confezioni in plastica sottovuoto,contenenti 53 euromonete del valore
di 12,91 € - in vendita al prezzo di
£. 25.000 - sarà la prima occasione per prendere confidenza
con le nuove monete, e la prima probabile strenna natalizia
per le nonne che vogliono abituare i nipoti al nuovo aspetto
delle loro "mancette".
Ma proprio questo mini kit
è uno dei primi effetti degli "arrotondamenti" a
cui bisognerà stare attenti specialmente nei primi tempi: il
controvalore in lire dei 12,91 euro contenuti nel kit infatti non è
pari esattamente a 25.000 lire ma a 24.997,25
lire. L'arrotondamento in eccesso di 2,75 lire, una cifra non
pagabile in nessun modo, moltiplicato per i 30 milioni di
mini-kit in circolazione genera però una differenza di
conversione di ben 82.500.000 lire.
Quello degli arrotondamenti
sarà il problema principale del passaggio alla nuova moneta,
tant'è vero che sono già state approntate contromisure per
acquisti di scarsa entità come i fogli protocollo delle
cartolerie o i chiodini dai ferramenta: in questo caso il
consiglio è di non venderli a pezzo ma a confezione. Stesso
discorso per i piccoli importi frequenti. Per i quotidiani le
edicole si stanno già organizzando con delle tessere da 10,
così come si usa in molti bar per i caffè.
Anche gli assegni diventano
di giorno in giorno un argomento più scottante: dal 1 gennaio 2002, gli
assegni in lire diventeranno, infatti, carta straccia. Occhio quindi ad
assegni postadati (dopo il 31 dicembre non valgono niente), ed è importante cominciare a ridurne l'uso
man mano che si avvicina la fine dell'anno. In
compenso, prima ci si organizza con assegni in euro meglio è:
in teoria, è possibile già da tempo avere un carnet di
assegni denominato nella nuova moneta, che ha un colore diverso
da quello in lire e ha prestampata la valuta di riferimento.
La possibilità è però condizionata dal fatto di avere un
conto corrente in euro: una condizione che prima non era
conveniente, e ora sta diventando necessaria, visto che entro
la fine dell'anno i conti correnti in lire saranno convertiti
tutti nella nuova valuta.
Compilare un assegno in euro
avrà anche le sue regole, piuttosto differenti rispetto alla
compilazione in lire: l'importo in cifre (cioè quello che
sull'assegno, in alto a destra) si scrive indicando sempre,
dopo la virgola, i centesimi, anche nel caso in cui l'importo
non abbia decimali. Esempio: Un importo di cento euro si
scrive "100,00" Un importo di cento euro e 64
centesimi si scrive: 100,64 Nella parte da compilare in
lettere (al centro dell'assegno) i centesimi vanno comunque
scritti in cifre, preceduti da una barra. Esempio: 100 euro si
scrive "Cento/00" 100 euro e 64 centesimi si scrive
"Cento/64". In
realtà, quello appena descritto non è l'unico modo di scrivere consentito:
Sono ammesse infatti anche altre diciture, come cento/64
centesimi; cento e 64 centesimi; cento e 64 cent; cento e
sessantaquattro centesimi; ecc. Quella quella suggerita per
prima è però la dicitura raccomandata, nonchè la più semplice.
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