Notizia del 25/07/07 delle ore 12.57.41

I commercianti varesini sono ancora in alto mare: da settembre previsti corsi intensivi 

Spediranno libretti, inventeranno giochi di simulazione, indiranno convegni per i consumatori e per i ferramenta: insomma le associazioni di categoria del commercio non sanno più come fare per convincere i loro associati a cominciare a preoccuparsi di un cambio di valuta ormai imminente, un cambio epocale di cui nessuno, nemmeno chi fra poche settimane con questi soldi ci dovrà lavorare tutto il giorno, sembra rendersi conto. 

Incoscienti o figli semplicemente di un'Italia che si è sempre organizzata così? abbiamo provato a girare alcune domande ai responsabili delle associazioni di commercianti varesine sull'argomento. il primo a risponderci è stato Sergio Bellani, direttore di UniAscom.

I commercianti varesini sono pronti all'euro?
"No, ma nemmeno la distribuzione tradizionale nel resto d'Europa sta meglio: cioè, possiamo dire che siamo indietro come più o meno tutta l'Europa. Questo discorso non vale per la grande distribuzione, ovviamente, ma non per niente in questo caso si parla di "distribuzione organizzata". 

Cosa avete previsto per sensibilizzarli?
"Noi abbiamo cominciato con le prime iniziative di preparazione due anni e mezzo fa, ma la radice di accoglienza era minima. Ora ci prepariamo all'arrivo dell'euro prevedendo una formazione a partire da settembre, strutturata in maniera modulare che permetta a tutti di imparare strutturando i corsi su più giorni e in più ore. Inoltre stiamo per uscire con volumetto propedeutico, allegato al nostro mensile "La Vetrina", con le istruzioni per l'arrivo della nuova moneta. Non mancano però anche volumi ben più sostanziosi e specialistici, rivolti in particolare a categorie come i cartolai e i ferramenta: chi lavora con valori minimi infatti ha bisogno di maggiore preparazione, gli arrotondamenti per loro possono essere un grosso danno".

Qual è la categoria del commercio più sensibile all'euro?
"Quando abbiamo fatto iniziative a riguardo, i più sensibili si rivelavano sempre i negozi d'abbigliamento: ne avevano un ritorno di immagine, e perciò vi hanno aderito più volentieri. Ma si trattava di ragioni più estetiche che altro.

Quali sono per voi i problemi che avranno più difficoltà ad essere risolti?
"Il problema principale da risolvere sarà quello della fiscalizzazione del registratore di cassa. Come coomportarsi nella transizione? Abbiamo fatto richiesta di una soluzione al ministero: ora aspettiamo risposta. Poi quello dei
programmi di contabilità dei registratori di cassa, o delle bilance che forniscono anche il prezzo: in certi casi conviene comprarne una nuova invece di aggiornare il vecchio"

Anche dall'osservatorio di Domenico Perroni, direttore dell'ufficio credito Confesercenti - Credicoop Lombardia per l'area Varese-Como e membro coordinamento regionale sull'euro, i commercianti non sembrano affatto preparati:

Qual è per lei il principale problema della categoria?
"Il problema principale è che il piccolo commerciante non sente per nulla l'impatto con euro. Per la contabilità non ci pensa, sa che si affiderà a commercialisti e associazioni e che sarà un problema loro. Per quel che riguarda invece la parte pratica del commercio, non si sentono coinvolti finchè non avranno fisicamente per le mani la moneta materiale".

Come farete perciò ad aiutare i commercianti ad attrezzarsi?
"
Per il piccolo commerciante "attrezzarsi" consiste solo nel farsi una adeguata formazione: il registratore di cassa nella maggioranza dei casi c'è già, comprato di nuovo. Sono altri i dettagli da "sostituire": l'idea del prezzo psicologico, per esempio. 9900 lire nella nuova valuta si traduce 5,10 euro:un prezzo che non significa più niente. Altre cose che daranno dei problemi saranno gli acquisti di piccolissimo taglio: ora si compra un chiodo per dieci lire In euro dieci lire è la metà circa di un centesimo, il taglio più piccolo, e in un qualunque calcolatore viene arrotondato proprio ad un centesimo, cioè una cifra più che doppia. Dovere dell'associazione è però quello di togliere di mezzo la paura dell'euro, togliere di mezzo cioè quella sensazione che dall'euro si prenderanno fregature"

Quali saranno le vostre iniziative?
"Tra settembre e ottobre organizzeremo in incontro soprattutto per i consumatori, e in particolar modo per quelli più soggetti a problemi di abitudine, come i pensionati per esempio, per metterli di fronte alla praticità dell'euro. Perchè una delle cose più importanti per il commercante è trovarsi di fronte degli utenti preparati, senza contare che il commerciante è a sua volta un consumatore. Poi affronteremo l'impatto anche da punto di vista operativo. Tra le cose che stiamo progettando, c'è anche la pressione che stiamo facendo presso la camera di commercio di Varese affinchè la variazione del capitale sociale dell'azienda possa essere effettuata gratuitamente, come avviene anche in altre camere di commercio italiane. Mentre per i commercianti stiamo pensando anche a dei giochi di simulazione per abituarli alla manualità della nuova moneta. La verità però è che bisognerà al più presto abituarsi a pensare in euro e non a convertire la nostra valuta, che ben presto non ci sarà più, nellla nuova moneta europea. map er fare questo però, ci vorrà molto più tempo..."