I
commercianti
varesini sono ancora in alto mare: da settembre previsti corsi intensivi
Spediranno libretti,
inventeranno giochi di simulazione, indiranno convegni per i
consumatori e per i ferramenta: insomma le associazioni di
categoria del commercio non sanno più come fare per
convincere i loro associati a cominciare a preoccuparsi di un
cambio di valuta ormai imminente, un cambio epocale di cui
nessuno, nemmeno chi fra poche settimane con questi soldi ci
dovrà lavorare tutto il giorno, sembra rendersi conto.
Incoscienti o figli
semplicemente di un'Italia che si è sempre organizzata così?
abbiamo provato a girare alcune domande ai responsabili delle
associazioni di commercianti varesine sull'argomento. il primo
a risponderci è stato Sergio Bellani, direttore di UniAscom.
I commercianti
varesini sono pronti all'euro?
"No, ma nemmeno la distribuzione
tradizionale nel resto d'Europa sta meglio: cioè, possiamo
dire che siamo indietro come più
o meno tutta l'Europa. Questo discorso non vale
per la grande distribuzione,
ovviamente, ma non per niente in questo caso si parla di "distribuzione
organizzata".
Cosa avete previsto per
sensibilizzarli?
"Noi abbiamo cominciato
con le prime iniziative di preparazione due anni e mezzo fa, ma
la radice di accoglienza era minima. Ora ci prepariamo
all'arrivo dell'euro prevedendo una
formazione a partire da settembre, strutturata in maniera modulare
che permetta a tutti di imparare strutturando i corsi su più
giorni e in più ore. Inoltre stiamo
per uscire con volumetto propedeutico, allegato al nostro
mensile "La Vetrina", con le istruzioni per l'arrivo
della nuova moneta. Non mancano però anche volumi ben più
sostanziosi e specialistici, rivolti in particolare a
categorie come i cartolai
e i ferramenta:
chi lavora con valori minimi infatti ha bisogno di maggiore
preparazione, gli arrotondamenti per loro possono essere un
grosso danno".
Qual è la categoria del
commercio più sensibile all'euro?
"Quando abbiamo fatto
iniziative a riguardo, i più sensibili si rivelavano sempre i negozi
d'abbigliamento: ne
avevano un ritorno di immagine, e perciò vi hanno aderito più
volentieri. Ma si trattava di ragioni più estetiche che altro.
Quali sono per voi i
problemi che avranno più difficoltà ad essere risolti?
"Il problema principale da risolvere sarà quello della
fiscalizzazione del registratore di cassa. Come coomportarsi
nella transizione? Abbiamo fatto richiesta di una soluzione al
ministero: ora aspettiamo risposta. Poi quello dei programmi
di contabilità dei registratori di cassa, o delle bilance che
forniscono anche il prezzo: in certi casi
conviene comprarne una nuova invece di aggiornare il vecchio"
Anche dall'osservatorio di Domenico
Perroni, direttore dell'ufficio credito Confesercenti -
Credicoop Lombardia per l'area Varese-Como e membro
coordinamento regionale sull'euro, i commercianti non sembrano
affatto preparati:
Qual è per lei il
principale problema della categoria?
"Il problema principale è che il piccolo
commerciante non sente per nulla l'impatto con euro. Per la
contabilità non ci pensa, sa che si affiderà a
commercialisti e associazioni e che sarà un problema loro.
Per quel che riguarda invece la parte pratica del commercio,
non si sentono coinvolti finchè non avranno fisicamente per
le mani la moneta materiale".
Come farete perciò ad
aiutare i commercianti ad attrezzarsi?
"Per il piccolo commerciante "attrezzarsi"
consiste solo nel farsi una adeguata formazione: il
registratore di cassa nella maggioranza dei casi c'è già,
comprato di nuovo. Sono altri i dettagli da
"sostituire": l'idea del prezzo psicologico, per
esempio. 9900 lire nella nuova valuta si traduce 5,10 euro:un
prezzo che non significa più niente. Altre cose che daranno
dei problemi saranno gli acquisti di piccolissimo taglio: ora
si compra un chiodo per dieci lire In euro dieci lire è la
metà circa di un centesimo, il taglio più piccolo, e in un
qualunque calcolatore viene arrotondato proprio ad un
centesimo, cioè una cifra più che doppia. Dovere
dell'associazione è però quello di togliere di mezzo la
paura dell'euro, togliere di mezzo cioè quella sensazione che
dall'euro si prenderanno fregature"
Quali saranno le vostre
iniziative?
"Tra settembre e ottobre organizzeremo in incontro
soprattutto per i consumatori, e in particolar modo per quelli
più soggetti a problemi di abitudine, come i pensionati per
esempio, per metterli di fronte alla praticità dell'euro.
Perchè una delle cose più importanti per il commercante è
trovarsi di fronte degli utenti preparati, senza contare che
il commerciante è a sua volta un consumatore. Poi
affronteremo l'impatto anche da punto di vista operativo. Tra
le cose che stiamo progettando, c'è anche la pressione che
stiamo facendo presso la camera di commercio di Varese
affinchè la variazione del capitale sociale dell'azienda
possa essere effettuata gratuitamente, come avviene anche in
altre camere di commercio italiane. Mentre per i commercianti
stiamo pensando anche a dei giochi di simulazione per
abituarli alla manualità della nuova moneta. La verità però
è che bisognerà al più presto abituarsi a pensare in euro e
non a convertire la nostra valuta, che ben presto non ci sarà
più, nellla nuova moneta europea. map er fare questo però,
ci vorrà molto più tempo..."
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